MediaWorld (nella foto d’archivio in copertina) cambia proprietà e passa sotto il controllo del gigante cinese dell’e-commerce JD.com. Una notizia che interessa da vicino anche Como, dove ha appena aperto un nuovo punto vendita MediaWorld a Tavernola, rafforzando la presenza dell’insegna sul territorio.
Nelle scorse ore la Commissione Europea ha dato il via libera condizionato all’acquisizione di Ceconomy AG, la holding tedesca che controlla MediaMarktSaturn, gruppo presente in Italia proprio con il marchio MediaWorld. L’operazione, valutata circa 2,2 miliardi di euro, segna un passaggio storico per uno dei principali protagonisti europei della vendita al dettaglio di prodotti tecnologici.
La catena è nata in Germania nel 1979, a Monaco di Baviera. In Italia è arrivata ufficialmente il 24 ottobre 1991, con l’inaugurazione del primo negozio a Curno, in provincia di Bergamo.
MediaWorld passa ai cinesi: JD.com conquista il controllo della società
Con l’acquisizione, il gruppo cinese JD.com ottiene una partecipazione diretta pari al 59,8% delle azioni, arrivando a controllare oltre l’85% dei diritti di voto in assemblea grazie agli accordi con la precedente compagine societaria. Quest’ultima manterrà una quota di minoranza del 25,4%.
I numeri della holding Ceconomy confermano il peso economico dell’operazione. Nell’esercizio finanziario 2025/2026, la società ha registrato ricavi complessivi per 24 miliardi di euro, in crescita di oltre il 5% rispetto all’anno precedente, e un risultato operativo (Ebit rettificato) superiore ai 500 milioni di euro.
Un andamento positivo che ha segnato il quindicesimo trimestre consecutivo di crescita della redditività.
A sostenere i risultati è soprattutto lo sviluppo delle vendite online, che hanno superato i 5,7 miliardi di euro, rappresentando oltre il 26% del fatturato complessivo. Importante anche la crescita del marketplace di MediaMarkt, il cui valore lordo delle merci scambiate è quasi raddoppiato, raggiungendo quota 527 milioni di euro.
Il via libera della Commissione Europea e le condizioni imposte a JD.com
L’autorizzazione di Bruxelles è arrivata al termine di un’indagine approfondita condotta nell’ambito del Foreign Subsidies Regulation, il regolamento europeo pensato per impedire che sovvenzioni e finanziamenti provenienti da Paesi extra Ue possano alterare la concorrenza nel mercato unico.
Per superare le obiezioni delle autorità comunitarie, JD.com ha dovuto accettare una serie di impegni vincolanti della durata di dieci anni, finalizzati a evitare pratiche commerciali aggressive e finanziamenti incrociati potenzialmente distorsivi della concorrenza. Il rispetto degli accordi sarà sottoposto a una vigilanza indipendente.
Cosa cambia per i negozi MediaWorld, anche a Como
L’acquisizione mette insieme due realtà molto diverse: da una parte una rete fisica di oltre mille punti vendita distribuiti tra Germania, Italia e altri Paesi europei; dall’altra l’enorme infrastruttura tecnologica, commerciale e logistica di uno dei principali colossi mondiali dell’e-commerce.
Un’integrazione che potrebbe ridisegnare il futuro della distribuzione di elettronica in Europa.
La dirigenza di JD.com ha assicurato che sarà garantita la continuità operativa del gruppo e che il progetto di sviluppo punterà sul rafforzamento del modello omnicanale, sull’efficienza delle consegne e sull’ampliamento delle categorie di prodotti disponibili.
Un tema che riguarda anche il territorio comasco, dove MediaWorld ha appena inaugurato un nuovo punto vendita a Tavernola. L’apertura si inserisce in una fase di trasformazione per il gruppo, che si trova ora davanti alla sfida di integrare la propria rete commerciale europea con le strategie del nuovo azionista cinese.
Per il momento non sono stati annunciati cambiamenti specifici relativi ai singoli negozi italiani.
I dubbi sul futuro: prodotti asiatici, occupazione e dati dei clienti
Non mancano, tuttavia, le preoccupazioni tra gli osservatori del settore. Uno dei principali interrogativi riguarda le conseguenze della nuova proprietà sulle filiere produttive europee.
Il timore è che, nel tempo, i marchi europei possano perdere spazio a favore dei produttori asiatici, soprattutto attraverso l’inserimento diretto nella rete distributiva di JD.com di prodotti e aziende legati al mercato cinese.
Un altro aspetto delicato riguarda la gestione dei dati personali e delle abitudini di acquisto di milioni di consumatori europei. Un patrimonio di informazioni particolarmente rilevante per un gruppo che opera sia nel commercio online sia attraverso una rete capillare di negozi fisici.
Infine, resta da capire quale sarà l’impatto dell’acquisizione sull’organizzazione dei punti vendita e sull’occupazione. Alcuni osservatori ipotizzano possibili riorganizzazioni della rete commerciale per ridurre i costi e migliorare l’efficienza.
La vera sfida per JD.com sarà quindi riuscire a valorizzare la presenza consolidata di MediaWorld in Europa senza stravolgerne l’identità commerciale. Una partita che coinvolgerà anche i negozi italiani e che, nei prossimi anni, potrebbe cambiare il volto del mercato dell’elettronica di consumo.
