Un simbolo cittadino, un omaggio a una figura storica, una suggestione legata al territorio, un richiamo all’illustre concittadino Alessandro Volta, di cui nel 2027 – come noto – ricorre il bicentenario della morte. Gli spunti possono essere i più disparati e le suggestioni da mettere sul piatto, o meglio da tradurre in un progetto, sono illimitate.
Tutto ciò è alla base della “proposta che abbiamo sottoposto al Comune con il quale vogliamo collaborare per indire un concorso di architettura per un progetto da realizzare all’ingresso della città, là dove fino a pochi mesi fa sorgeva il famoso quanto chiacchierato Alambicco”, ci racconta il presidente dell’ordine degli architetti Paolo Molteni.

Intanto partendo dai “tempi di realizzazione per avviare il tutto – va detto – che sarebbero molto rapidi. Se il Comune dovesse supportare la nostra idea non ci vorrebbero che pochi mesi per arrivare a una decisione”, spiega Molteni.
Innanzitutto “il concorso è rivolto a giovani architetti e non solo, perché sono gli addetti del mestiere a conoscere modalità, normative e vincoli da rispettare per un concorso di idee. Ma, passaggio fondamentale, la partecipazione dei cittadini è per noi imprescindibile. Ecco perché prima di redigere i progetti conclusivi, vogliamo organizzare diversi incontri pubblici. Durante queste serate tutti potranno così implementare quanto studiato dai professionisti con idee, suggerimenti e suggestioni. Spetterà poi agli architetti recepire alcuni spunti o depennarne altri”.
Quindi un concorso partecipato che “necessita ovviamente del supporto del Comune al quale ci siamo rivolti, sia per la parte tecnica, vedi l’indizione del bando che per avere un tecnico dedicato che possa seguire la procedura”, aggiunge il presidente.
E, come detto, i tempi saranno relativamente brevi. “La nostra intenzione sarebbe quella di organizzare 3 o 4 incontri pubblici in un paio di mesi, per condividere con i cittadini le idee. Intanto potrebbe essere scritto il bando. Dopodiché passati 45 giorni dall’indizione del bando si potrebbe arrivare alla consegna dei progetti definitivi e successivamente alla valutazione da parte della giuria”.
In ogni caso “poi tutte le dee e i progetti presentati andrebbero a costituire una mostra itinerante per far vedere ai cittadini ciò che è stato immaginato per abbellire l’ingresso in città con l’obiettivo di realizzare una porta urbana, una soglia di passaggio tra l’infrastruttura di collegamento ampio e la città. In tal senso la storia di Como ci offre un precedente illustre e attuale: l’esempio straordinario della Fontana di Camerlata.