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Attualità

Variante Tremezzina, a Castiglione esplode la bomba ex cava Citrini: “Idrocarburi pesanti, amianto, solfuri”. Benzoni: “Ultima occasione per salvare territorio e salute”

Della ex cava citrini ComoZero si occupa da tempo documentando le enormi preoccupazioni dei residenti di Castiglione (Centro Valle Intelvi) da oltre un anno rappresentate dal “Comitato Amici del Faree e della Valle” presieduto da Marco Benzoni.

La zona, nell’ambito del cantiere della Variante Tremezzina, dovrebbe diventare centro per lo smaltimento dello smarino (materiale di risulta dei lavori) prodotto dalle operazioni. Se già i timori erano elevati per impatto ambientale e stradale, inquinamento (anche acustico) e per i potenziali danni all’economia, generale e turistica, della zona, ecco che un documento di Regione Lombardia dimostra come la situazione sia ben peggiore del previsto (qui tutti i capitoli precedenti)..

E’ tutto contenuto in una lettera aperta diffusa da Benzoni in queste ore.

La missiva rende noti i contenuti del Decreto di Regione Lombardia n.15657 del 18 novembre 2021 (sotto integrale). Scrive Benzoni:

In estrema sintesi, tale Decreto, che alleghiamo con alcuni elementi evidenziati, pone, tra le premesse, temi tanto rilevanti quanto inquietanti, quali:

  • Il fatto che in occasione dei precedenti carotaggi effettuati sui luoghi interessati dagli scavi per la realizzazione della Variante della Tremezzina si siano riscontrati “picchi di concentrazione di idrocarburi pesanti […]”e di materiali contenenti rocce verdi” (amianto) “, oltre a rocce contenenti mineralizzazione a solfuri correlate a sistemi di vene all’interno delle rocce cristalline afferenti al bacino del ghiacciaio dell’Adda”.
  • Il fatto che il previsto campionamento in corso d’opera non possa essere considerato “sostitutivo del piano indagini da predisporre per la valutazione del fondo naturale e che la previsione di un unico campionamento dello svincolo di Griante appare del tutto inadeguata rispetto alla necessità di caratterizzazione connesse alle criticità dell’area”
  • Il fatto che si faccia riferimento ad una non meglio precisata area interessata nel “comune di Castiglione d’Intelvi per una superficie di circa 9.500 mq” quale area di betonaggio, tuttavia con precisazione che sia necessaria la “acquisizione dei necessari titoli abilitativi ambientali necessari per l’esercizio delle attività previste”. 

E ancora:

A fronte di tali preoccupanti premesse, che evidenziano i rischi ambientali purtroppo già più volte e vanamente rappresentati dallo scrivente Comitato, la Regione Lombardia decreta, tra le altre cose, che:

  • vengano “acquisiti i necessari titoli abilitativi ambientali necessari per l’esercizio delle attività di betonaggio/produzione calcestruzzo previste dal progetto nei cantieri in Comune di Grandola ed Uniti (CO) ed in Comune di Castiglione di Intelvi (CO)”  

Aggiunge Benzoni: “Ne deriva pertanto che, non essendo ancora stati accordati i necessari titoli ambientali per le attività di betonaggio e produzione del calcestruzzo, evidentemente gli Enti competenti (tra cui la Provincia di Como e tutti i Comuni interessati all’accoglimento dei materiali derivanti dal cantiere della Variante) hanno ancora la possibilità di essere incisivi al fine di tutelare l’ambiente e la salute pubblica dei loro cittadini – scrive – la presente vuole pertanto essere un invito a sfruttare quella che, con ogni probabilità, sarà l’ultima occasione per perseguire i principali compiti affidati agli Enti Locali quali la tutela del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini. La presente vuole pertanto essere un invito a sfruttare quella che, con ogni probabilità, sarà l’ultima occasione per perseguire i principali compiti affidati agli Enti Locali quali la tutela del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini. La situazione, svelata da questo documento di Regione Lombardia, sembra essere molto inquietante. Ora bisognerà vedere come si muoveranno i vari organi competenti e se ci saranno modifiche al piano dei lavori”.

Ecco la lettera integrale:

terza lettera aperta

Ecco il Decreto di Regione Lombardia:

Regione Lombardia D.d.u.o. 18 novembre 2021 - n. 15657
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento

  1. Al solito, “non nel mio giardino”(NIMBY).
    Tutti vogliamo i vantaggi delle grandi opere, ma che altri si smazzino eventuali inconvenienti. E dove lo portiamo il materiale, in Valtellina o in Brianza? Ma per favore….

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