Proventi commerciali a 886mila euro nel consuntivo di bilancio 2025 (anno in cui la voce però sconta i sigilli apposti dal Comune al distributore di carburante da giugno a novembre 2025) ma destinati a salire a poco più di 2 milioni di euro nel preventivo 2026 (erano 545mila ancora nel 2019).
E’ inevitabilmente questa la voce contabile che il prossimo 18 aprile – ancora una volta – farà discutere e accenderà gli animi nella prossima assemblea dei soci dello Yacht Club Como, storico sodalizio cittadino ormai da tempo al centro di una infinita bufera – con tanto di braccio di ferro legale con il Comune di Como e fronte aperto con l’agenzia delle entrate – proprio per il peso enorme che hanno assunto le entrate diverse da quelle legate all’attività sportivo-istituzionale dell’associazione che è pur sempre dilettantistica. E, proprio per questa ragione, gode da parte del Comune di un canone di concessione agevolato.
Come se non bastasse, va ricordato che Palazzo Cernezzi ha già formalmente intimato lo sfratto all’associazione dalla sede di viale Puecher, con inevitabile lunga battaglia legale alle porte.
Insomma, in un clima già rovente, soprattutto quei 2 milioni di proventi puramente commerciali previsti per il 2026 (derivanti da affitto bar, fattura per alaggi dei taxi boat, fatture per i posti barca e fatture per il carburante, con questa sola voce che nell’anno solare in corso potrebbe pesare da sola oltre 1,8 milioni) saranno nel mirino del doppio fronte interno (cioè alcuni soci in aperta contestazione) ed esterno che puntano i fari sulla sorta di snaturamento della funzione e del ruolo dello Yacht Club Como rispetto alla missione originaria. Anche perché il totale dei ricavi ipotizzati sempre per quest’anno 2026 è stimato in 3,14 milioni di euro per cui il peso dei 2 milioni di proventi commerciali è evidente, anche tenendo presente che i proventi istituzionali stimati per il 2026 sono in totale circa 750mila euro (da quote soci, quote Fiv, quote dei posti barca, contributi scuola di vela, regate, motonautica e così via).
Come già accennato, il consuntivo 2025 dell’associazione presenta numeri piuttosto diversi ma del tutto anomali rispetto sia alle medie del recente passato, sia di quella già messa nero su bianco per il prossimo futuro appena descritto: i proventi commerciali dello scorso anno si fermano a 886mila euro, di poco superiori a quelli istituzionali a 637mila. Ma, anche qui come già detto, il mancato utilizzo da giugno a novembre del distributore di carburante.
“Quei ricavi commerciali – ha commentato il presidente dello Yacht Club, Gioacchino Favara – servono sia per mantenere la struttura, che costa circa 200mila euro l’anno, sia le attività che svolgiamo. Anche perché non non abbiamo risrse infinite come quelle del Como1907. Ad ogni modo, il prossimo 18 aprile risponderò a tutte le domande dei soci in occasione dell’assemblea e subito dopo sarò come sempre a disposizione per qualsiasi ulteriore approfondimento”.