Lo aveva annunciato qualche mese fa: “Mi opero alle gambe per raddrizzarle“. E oggi, con una lunga intervista concessa a Giulio Saetta per la Gazzetta dello Sport, il fuoriclasse comasco Gianluca Zambrotta – sbocciato con la maglia dei lariani prima di vincere con le maglie di Juve, Barcellona, Milan e diventare campione del mondo nel 2006 – ha raccontato l’esito dell’operazione e il percorso di recupero. Oltre, naturalmente, a molte altre riflessioni sul mondo del calcio e sul suo lavoro.
L’operazione al Rizzoli di Bologna
“Sto bene – ha detto – Mi sono operato il 19 novembre all’ospedale Rizzoli di Bologna dal professor Zaffagnini e la sua équipe. Ho subito un’osteotomia doppio livello valgizzante di tibia e femore con infiltrazione di cellule staminali da concentrato midollare. In pratica, la gamba sinistra, quella più arcuata, è stata raddrizzata. È stato un intervento pesante ma per fortuna è andato tutto bene. Dopo l’estate sicuramente dovrò fare anche l’altra gamba. Ma sta proseguendo tutto secondo i piani. Sono molto contento”.
Il parere sul Como di Fabregas e la proprietà
“Miglior difesa della Serie A, un dato fondamentale se vuoi stare lassù”, ha sottolineato oltre ad aver elogiato il lavoro generale del club (“La proprietà è seria, ha investito tanto ed è molto presente sul territorio col concetto di comunità. Porta avanti molti progetti, anche a scopo benefico, si sta muovendo per la città con il nuovo stadio, ha comprato, costruito e finito un centro sportivo e sta lavorando allo sviluppo del settore giovanile maschile e femminile. C’è una visione a 360 gradi”).
Il problema degli italiani in Serie A
L’unico neo? L’assenza di italiani, con il solo Goldaniga che ha giocato un minuto in campionato.
“Fabregas ne è consapevole, se ne rammarica e ci sta lavorando – ha commentato Zambrotta alla Gazzetta – Come me, che sono italiano e in Federazione mi sto occupando di un nuovo progetto per sviluppare il calcio giovanile. Ma non è solo un problema del Como, la maggior parte delle squadre, anche i top club forse tranne l’Inter, nell’undici titolare schierano massimo due-tre italiani. Speriamo che le cose migliorino perché la Nazionale, come si è detto, ne ha estremo bisogno”.