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La mappa del gusto in Lombardia secondo Slow Food: 87 prodotti e 19 Presidi

Il lavoro di chi custodisce prodotti, saperi e tradizioni legati ai territori è il cuore pulsante della salvaguardia della biodiversità agroalimentare. Un impegno straordinario che Slow Food ha voluto celebrare a Corte Franca (Brescia), nella storica azienda vitivinicola Guido Berlucchi, in occasione della presentazione ufficiale dell’Atlante dell’Arca del Gusto della Lombardia.

Durante l’evento sono stati consegnati importanti riconoscimenti ai produttori locali: a Matteo Calzaferri, custode del fagiolo Copafam e del carciofo di Malegno, e a Carlo Mazzoleni, produttore dei celebri Presìdi Slow Food dello Storico Ribelle e del Furmàcc del Féen.

L’Atlante dell’Arca del Gusto: 18 volumi per salvare il patrimonio italiano

L’Atlante lombardo fa parte di un’imponente opera editoriale composta da 18 volumi illustrati e 1.450 prodotti italiani da salvare. Nato da un’idea del fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, il progetto è realizzato da Slow Food Italia insieme all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con il sostegno del MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), il contributo di Ismea e il supporto de I Borghi più Belli d’Italia.

«Quarant’anni fa Carlin Petrini ha proposto una rottura: proteggere la biodiversità contro la monocoltura» ha ricordato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. «Attraverso il cibo abbiamo raccontato storie di viticoltori, pastori, pescatori e casari. Esperienze potenti che mantengono vivo il valore delle comunità rispetto ai mercati globalizzati».

La mappa del gusto lombardo: 87 prodotti dell’Arca e 19 Presìdi

Disponibile su slowfood.it, il volume dedicato alla Lombardia raccoglie 87 prodotti dell’Arca del Gusto e 19 Presìdi Slow Food, offrendo una fotografia dettagliata della ricchezza enogastronomica regionale.

Come sottolineato da Giuliana Daniele, presidente di Slow Food Lombardia, proteggere questo patrimonio significa riconoscere l’intima connessione tra la salute del suolo, l’ambiente, il cibo e la dignità del lavoro, preservando l’identità agroalimentare per le generazioni future.

Le eccellenze della Val Camonica e delle Orobie

Tra le storie simbolo della regione spiccano tipicità dal valore inestimabile:

  • Fagiolo Copafam: originario della Val Camonica, dal sapore dolciastro con note di castagna, il cui nome dialettale significa “ammazza fame”, storicamente fondamentale nell’alimentazione contadina.

  • Carciofo di Malegno (articiok de Malegn): varietà resistente dal gusto deciso e dalle proprietà nutraceutiche, oggi salvaguardata da una decina di agricoltori eroici.

  • Storico Ribelle e Furmàcc del Féen: formaggi d’alpeggio delle Valli del Bitto (Gerola e Albaredo), prodotti a latte crudo tra i 1.400 e i 2.000 metri per tutelare l’antica arte casearia alpina.

Trent’anni di Arca del Gusto: dai prodotti alla tutela del territorio

Nata nel 1997 a seguito delle prime segnalazioni nelle Langhe piemontesi nel 1996, l’Arca del Gusto conta oggi oltre 6.000 prodotti catalogati in più di 160 Paesi.

A fianco dell’opera di catalogazione operano i Presìdi Slow Food, che trasformano la mappatura in un’azione concreta sul campo per salvare tecniche tradizionali, razze autoctone e paesaggi rurali a rischio. Risorse che, per dirla con le parole di Carlo Petrini, rappresentano veri e propri «semi di futuro» per costruire filiere alimentari più eque e sostenibili.

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