Nelle prime ore di questa mattina, 27 gennaio 2026, a Milano e Como, è scattata un’importante operazione dell’antiterrorismo che ha portato all’isolamento di un giovanissimo radicalizzato. Il Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri, supportato dai militari del Comando Provinciale di Como, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che dispone la collocazione in una struttura comunitaria nei confronti di un minore. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Milano su precisa richiesta della Procura per i Minorenni.
L’indagine del ros sulla rete del terrore online
L’attività investigativa, coordinata dal ROS di Milano, ha preso il via nell’ottobre del 2024. Gli inquirenti sono riusciti a mappare una complessa rete di persone, con ramificazioni anche internazionali, che utilizzavano attivamente i social network come Instagram e TikTok, oltre a piattaforme di messaggistica criptata quali Telegram e WhatsApp, per diffondere materiale multimediale di propaganda jihadista.
In questo fitto sottobosco digitale, i contenuti individuati erano esplicitamente riferibili alle organizzazioni terroristiche ISIS (Stato Islamico) e Al Qaeda. L’indagato, un ragazzo di origine egiziana residente nella Provincia di Como, è emerso come una figura centrale in questa attività: a partire dal 2024 avrebbe intrapreso un percorso di auto-radicalizzazione, diventando promotore di condotte istigatorie e apologetiche.
I reati contestati e i legami con l’estremismo violento
Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane ha utilizzato diversi profili social per un’incessante attività di pubblicazione e promozione di contenuti di chiara impronta jihadista. Tale materiale era caratterizzato da un’evidente opera di apologia verso figure di spicco del terrorismo islamico. Gli accertamenti tecnici sui device in uso al minore hanno confermato la presenza di numerosi file multimediali che costituiscono, per gli inquirenti, ulteriori elementi istigatori legati al terrorismo di matrice confessionale.
Al ragazzo vengono contestate diverse fattispecie di reato, tra cui:
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L’art. 81 c.p. riguardante il concorso formale e il reato continuato.
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L’art. 414, comma 4, ultimo periodo del codice penale, ovvero l’istigazione a delinquere aggravata dall’uso di strumenti informatici per delitti di terrorismo.
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Gli artt. 270-bis.1 e 270-sexies c.p., che prevedono circostanze aggravanti per reati commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico.
Le indagini hanno inoltre evidenziato “contatti qualificati tra l’indagato e altri soggetti, alcuni dei quali già tratti in arresto per reati di terrorismo, in quanto colpevoli di aver diffuso in rete contenuti di propaganda Jihadista incitanti la violenza”.
Il secondo arresto di un minore in pochi mesi
L’operazione odierna segna un punto critico nella sorveglianza dei fenomeni di radicalizzazione giovanile in Lombardia. Si tratta infatti del secondo minore, in un arco temporale di pochi mesi, a essere colpito da una misura cautelare del Tribunale per i Minorenni di Milano a seguito delle indagini del ROS.
Già all’inizio di novembre dello scorso anno, un altro giovane di origine tunisina era stato arrestato nel pavese per reati analoghi. Sebbene quest’ultimo non risulti collegato all’indagato egiziano di oggi, entrambi sono accusati delle medesime fattispecie di reato legate alla propaganda terroristica online.
In merito al procedimento attuale, le autorità precisano che: “il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio della presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte ad indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna”. La diffusione di questi dettagli è stata autorizzata dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, in conformità con il D. Lgs. 188/21, per ragioni di pubblico interesse.