Era il pomeriggio del 22 febbraio 2018 quando ComoZero anticipava quella che di li a poche ore sarebbe diventata una delle notizie più incredibili di questo mandato amministrativo a Palazzo Cernezzi (non che poi siano mancate altre perle).
Parliamo del caso di Filippo Scibelli il capo di gabinetto del sindaco rimasto in carica appena due settimane e poi licenziato in nome di una “giusta causa” che per il tribunale di Como, un anno fa, non era poi tanto giusta.
Doccia gelata sul Comune: sospetto incompatibilità per il Capo di Gabinetto
Dall’allontanamento è nato un lungo braccio di ferro, approdato in tribunale a Como (qui tutte le cronache).
Il primo ottobre del 2019 poi parola fine alla vicenda. Il giudice del lavoro, Barbara Cao, ha definito illegittima la rescissione del contratto.
Oggi dunque l’ultimo passaggio, la questione si è conclusa anche sul fronte del risarcimento: il Comune è stato condannato a risarcire l’ex colonnello dei carabinieri con 44mila 103,96 euro (più altri 8.815 per le spese processuali).
Scibelli ne chiedeva 342.603,96 (totale del compenso che avrebbe ricevuto dalla presa in carico a Palazzo per i quattro anni successivi), cifra che non è stata concessa poiché, spiega il giudice nel dispositivo, l’ex capo di gabinetto ha poi trovato un nuovo lavoro.
Il fatto che conta però è che l’amministrazione non aveva alcun diritto di allontanarlo e per questo ora deve sborsare una cifra che, sia pur ridotta rispetto alle richieste, è di tutto rispetto. In assoluto e di questi tempi soprattutto.