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Como, il trucchetto della finta rapina: la 29enne ci prova ma la signora non ci casca. Salvi 10mila euro in gioielli

I Carabinieri Cantù hanno interrotto una condotta criminosa ai danni di una residente di 57 anni a Lurate Caccivio, arrestando nel pomeriggio del 25 febbraio 2026 una donna di 29 anni, residente a Grotteminarda, in provincia di Avellino.

Dinamica del raggiro e intervento dei militari

L’indagata si è presentata presso l’abitazione della vittima qualificandosi come incaricata del Tribunale di Como. Attraverso il pretesto di una verifica su beni preziosi necessaria per scagionare il marito della donna — indicato falsamente come coinvolto in una rapina — l’arrestata ha ottenuto la consegna di oggetti in oro per un valore di circa 10mila euro, subito infilati in borsa.

La 57enne, insospettita dalla richiesta e consapevole delle campagne di prevenzione promosse dall’Arma contro le truffe, ha allertato tempestivamente il numero unico di emergenza 112. Il rapido coordinamento dei militari ha permesso di bloccare la donna in flagranza di reato e di recuperare integralmente la refurtiva, contestualmente restituita alla vittima.

Provvedimenti giudiziari e protocolli di sicurezza

La ventinovenne è stata portata nelle camere di sicurezza della Tenenza Carabinieri di Mariano Comense, in attesa del rito direttissimo.

L’esito dell’operazione conferma l’efficacia delle strategie di sensibilizzazione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Como. L’Arma ribadisce l’appello alla cittadinanza affinché si mantenga una soglia di attenzione elevata verso richieste anomale di denaro o beni preziosi, sia telefoniche sia domiciliari. Da ricordare che le Forze dell’Ordine non chiedono mai soldi né oggetti di valore.

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