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Como, dono prezioso per la Pinacoteca: undici dipinti di Eugenio, Giovanni e Virgilio Rossi

Grazie alla generosa donazione delle figlie, la Pinacoteca arricchisce le proprie collezioni con un nucleo di undici dipinti di Eugenio, Giovanni e Virgilio Rossi. Si tratta di un nucleo prezioso, capace di testimoniare e tramandare alle generazioni future la straordinaria produzione di questa famiglia, ancora oggi non adeguatamente valorizzata. Un contributo reso possibile dal costante impegno delle eredi che, attraverso un attento lavoro di ricerca documentaria, hanno ricostruito con precisione le vicende familiari e artistiche dei loro predecessori. La donazione contribuirà a incrementare e arricchire la collezione del Novecento della Pinacoteca, dedicata a testimoniare e valorizzare la vivacità artistica e culturale che ha animato il territorio comasco lungo tutto il XX secolo.

Giovanni Rossi – Il vecchio e la giovane (Affresco, 1981)

Nel corso del Novecento, la famiglia di artisti Rossi, una vera e propria Bottega d’Arte, è attivamente presente nella città e nel territorio di Como. Il padre Clemente, nato a Soncino (CR) e inizialmente stabilitosi a Cantù con la moglie agli inizi del XX secolo, trasmette ai figli Eugenio, Giovanni e Virgilio, insieme alla figlia Lisetta (attrice filodrammatica), la passione per la decorazione, la pittura e il teatro.

Tali ambiti sono da loro coltivati con dedizione ed entusiasmo sin dalla giovane età, rendendoli prolifici protagonisti della vita culturale e artistica non soltanto locale. Pittori, decoratori, insegnanti nelle scuole d’arte del territorio, persino scenografi e registi teatrali, hanno eseguito cicli pittorici decorativi sia in ambito sacro sia profano in moltissimi edifici, spaziando nelle tecniche dell’affresco, delle vetrate, del mosaico, della terracotta e dell’encausto.

Eugenio Rossi – Colloquio (Olio, 1946)

Accanto a questa feconda attività professionale di decoratori, i Rossi hanno anche assiduamente praticato la pittura, esponendo in svariate esposizioni come quelle del Sindacato di Belle Arti e dei Pittori Lombardi a Villa Olmo ed ancora alle Mostre Nazionali di Pittura Sacra a Como, Milano e Bergamo. Hanno stretto e mantenuto rapporti di amicizia e reciproca stima con importanti artisti e intellettuali del Novecento, tra i quali i pittori Aldo Galli, Mario Radice, Ico Parisi, Libico Maraja, Piero Collina e il critico Alberto Longatti.

“Accogliamo con profonda gratitudine questa donazione, che rappresenta non solo un arricchimento per la Pinacoteca, ma anche un gesto di grande generosità verso la comunità. Essa si inserisce in modo pienamente coerente nel percorso di acquisizioni che la Pinacoteca sta portando avanti da anni, con l’obiettivo di accrescere il patrimonio e, attraverso di esso, approfondire la conoscenza dell’evoluzione artistica del territorio, offrendo nuovi stimoli di studio e ricerca – afferma Veronica Vittani, responsabile dei Musei civici e curatrice della Pinacoteca civica – Le opere della famiglia Rossi ci permettono di dare visibilità a una stagione artistica straordinaria. Grazie all’impegno delle eredi, che hanno saputo custodire e ricostruire con rigore la storia dei loro predecessori, possiamo oggi offrire al pubblico un nucleo di dipinti che testimonia la ricchezza, la varietà e la qualità della produzione artistica del Novecento comasco. È un patrimonio che entra a far parte delle collezioni civiche per essere studiato, valorizzato e condiviso con le generazioni future”.

Veronica Vittani

Sulla donazione si è espressa la Commissione di valutazione delle proposte di donazione per le collezioni civiche, istituita nel 2025 e composta dalla responsabile e curatrice della Pinacoteca Veronica Vittani, dall’esperta di arte contemporanea Francesca Testoni, da Elena Di Raddo (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), da Bruno Fasola (Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED di Como) e da Lorella Giudici (Accademia di Belle Arti di Brera). Dopo un primo sopralluogo, effettuato grazie ai contatti con l’erede di Eugenio Rossi, la Commissione ha ritenuto significativo selezionare un nucleo di opere rappresentativo di tutti e tre i fratelli Rossi, così da restituire un quadro completo della loro attività artistica.

La presenza dei tre autori nella vita culturale del Novecento è inoltre documentata nell’archivio Mario Radice della Pinacoteca, che conserva numerose recensioni di mostre redatte dallo stesso Radice durante la sua collaborazione con diverse testate giornalistiche.

Per quanto riguarda la selezione delle opere, di Eugenio sono stati scelti quattro oli degli anni Quaranta e un dipinto degli anni Sessanta. Due intensi ritratti femminili – uno in rosso e uno in verde – si affiancano a tre composizioni popolate da figure che richiamano atmosfere sacre o intime, sospese in un clima vicino al Realismo magico e anche, a detta di Longatti, affini alle esperienze emozionali dell’Espressionismo.

Di Giovanni sono state individuate cinque opere realizzate con tecniche diverse – dall’encausto alla tempera cerata, fino all’affresco – che restituiscono la varietà dei temi e degli stili affrontati dall’artista in una carriera lunga oltre mezzo secolo, dagli anni Trenta agli anni Ottanta. I suoi soggetti nascono dall’osservazione del quotidiano: persone incontrate per strada, case e quartieri che diventano scrigni di umanità nascosta e simboli di una civiltà in trasformazione. Le sue composizioni, intrise di Realismo magico con accenti surrealisti e metafisici, celano spesso un messaggio, a volte ironico, altre volte malinconico o enigmatico.

Il dipinto di Virgilio invece è un paesaggio di natura romantica degli anni ’70 raffigurante l’isola dei Cipressi, sul lago di Pusiano. Il quadro è stato esposto alla mostra ‘Pittori e scultori di terra comasca’ al Broletto del 1981 organizzata dalla Famiglia Comasca. Insieme alle opere, le eredi hanno messo a disposizione anche l’intero corpus di materiali fotografici e documentali digitalizzati in loro possesso. Questo patrimonio, arricchito dalle loro preziose testimonianze dirette, costituirà la base per futuri studi e ricerche sugli autori, permettendo di approfondirne e valorizzarne pienamente la figura e l’attività artistica.

“Siamo molto grati di accogliere questa nuova donazione che contribuisce ad arricchire il patrimonio culturale del nostro Ente – afferma Enrico Colombo, assessore alla Cultura del Comune di Como – oggi i plessi museali stanno affrontando un costante percorso di crescita, consolidandosi su solide fondamenta dal punto di vista gestionale che dal punto di vista della valorizzazione. Il fatto che attori esterni decidano di affidare ai Musei Civici i propri beni è un importante segnale di fiducia. Grazie alla famiglia Rossi la sezione del Novecento, si arricchisce di un ulteriore nucleo di opere legate alla nostra comunità.”

Enrico Colombo

Biografia della famiglia Rossi

La passione artistica dei fratelli Rossi affonda le radici nella figura del padre Clemente, nato nel 1875 a Soncino e cresciuto in condizioni di grande povertà. Trasferitosi a Milano con il fratello maggiore, si forma nella bottega dell’affreschista Comolli e frequenta i corsi serali di Ornato alla Reale Accademia di Belle Arti di Milano. All’inizio del Novecento si stabilisce tra Como e Cantù, dove lavora come decoratore e conosce Ida Marzorati, donna colta che diventerà sua moglie. A Como, i figli Eugenio, Giovanni, Virgilio e Lisetta crescono in un ambiente modesto ma umanamente e culturalmente vivace, apprendendo dal padre le basi del disegno e frequentando la Scuola d’Arte Castellini. Nonostante le difficoltà economiche e la morte prematura di Clemente nel 1925, i fratelli proseguono la sua eredità artistica, distinguendosi per abilità tecnica e apertura alle nuove correnti. Tra gli anni Trenta e Quaranta partecipano attivamente alla vita culturale comasca, espongono in numerose mostre e assumono ruoli di rilievo nella Scuola di Pittura e Arte Decorativa. Accanto alla pittura coltivano anche il teatro, fondando una compagnia filodrammatica attiva fino al 1945. Nel dopoguerra lavorano come decoratori e pittori, Eugenio e Virgilio rimasti a Como come la sorella Lisetta, Giovanni con residenza a Saronno, dando il loro partecipe contributo alla diffusione delle conoscenze artistiche e dei valori estetici nelle loro città. Nel 1977 una grande mostra antologica, organizzata da Giovanni dopo la scomparsa degli altri due fratelli a Palazzo Visconti di Saronno, celebra la Bottega dei Rossi, riunendo le opere di Clemente e dei figli.

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