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La palestra Ronchetti
Politica

“Como e quei 500 piccoli atleti costretti a fare i pendolari dello sport. Non si governa solo con gli slogan”

Ieri abbiamo dato conto dell’accorata e soprattutto dettagliatissima lettera dei presidenti della Comense e del Basket Como rivolta al sindaco Alessandro Rapinese. Nel documento, le ragioni del perché la pallacanestro cittadina possa dirsi tutt’altro che soddisfatta – rispetto alle esigenze – delle sistemazioni attuali e una sostanziale accusa di sottovalutazione del movimento cestistico da parte dell’amminsitrazione.

Oggi, alla luce della lettera di Guido Corti e Luciano Mastrapasqua, sul tema dello sport in città prende posizione anche il Partito Democratico di Como con una nota siglata dal consigliere comunale Stefano Legnani e dal referente Sport, Francesco Finizio. Di seguito il testo.

Il Sindaco, nonché Assessore allo sport, scenda dal piedistallo, ascolti le società sportive e guardi i numeri ben descritti dai presidenti Guido Corti (Pol. Comense) e Luciano Mastrapasqua (Basket Como). Con parole amare, ma estremamente lucide, hanno fornito quella che è la fedele fotografia da un lato della pallacanestro comasca – che Rapinese dimostra di non conoscere – dall’altro il fallimento gestionale dell’attuale amministrazione.

Sentir dichiarare dal sindaco in Consiglio Comunale che il basket a Como è “comodamente posizionato a Rebbio” significa ignorare, per esempio, che circa 500 atleti e atlete, per lo più minorenni, ogni giorno, insieme alle loro famiglie, devono fare i “pendolari dello sport” per buona parte della provincia perché questa amministrazione non è in grado di garantire una gestione equa e di buon senso delle palestre cittadine.

È fondamentale che chi amministra senta il dovere di ascoltare le esigenze di tutte le realtà sportive, nessuna esclusa. Non si può governare a colpi di slogan, ma serve uno sforzo di sintesi politica: occorre definire criteri di assegnazione chiari, oggettivi e facilmente comprensibili che sappiano bilanciare le necessità delle società di vertice — che portano lustro agonistico alla città — con quelle del tessuto dilettantistico. Queste ultime, infatti, lo abbiano ricordato tutte le volte in cui abbiamo commentato questa vicenda, svolgono una funzione sociale insostituibile perché lo sport è tessuto sociale, è salute per i nostri ragazzi e le nostre ragazze, è integrazione, è parte delle nostre comunità.

A tal proposito lo abbiamo già detto in occasione del bando, poi annullato in autotutela, che la palestra Ronchetti è un bene della comunità, non un terreno di discriminazione e di scontro tra realtà sportive.

Come Partito Democratico chiediamo che il prossimo bando di gestione non sia un altro muro contro il quale le società devono schiantarsi, ma uno strumento basato sul buon senso e sull’ascolto delle reali esigenze delle associazioni sportive che hanno bisogno di utilizzare la palestra per la propria attività.

Francesco Finizio, referente sport PD Como
Stefano Legnani, consigliere comunale

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