RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Il sindaco Rapinese e il comandante Aiello
Attualità, Politica

Como, i Servizi Sociali al comandante della Locale: “Roperto taciturna e inadeguata. I dirigenti non sono tappabuchi”

La notizia è del 2 marzo ed è questa: Como, ennesimo ‘valzer dei dirigenti’ in Comune. Servizi sociali al comandante della Polizia locale. Notizia di un certo rilievo visto che il comandante Vincenzo Aiello coordina un organico storicamente sottodimensionato (comunque sono in arrivo oltre 20 nuovi agenti) e vista, soprattutto, la stagione dell’iper turismo in arrivo. Insomma oltre alle classiche incombenze sulla sicurezza, dovrà assumersi le responsabilità anche di una materia non propriamente affine al cuore della sua attività tradizionale.

Dopo le prime durissime reazione di Rsu e Sindacati e del Partito Democratico, arriva ora una nota della Lega:

POLITICHE SOCIALI AL COMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE: ROPERTO INADEGUATA, COSÌ SI INDEBOLISCONO WELFARE E SICUREZZA

Abbiamo appreso – dichiarano Elena Negretti (Capogruppo della Lega in Consiglio Comunale a Como e Commissario della Sezione della Lega di Como) e Paolo Muttoni (Coordinatore della Lega Giovani Cumasch) – nei giorni scorsi dell’ennesimo valzer di dirigenti – verso i quali questa amministrazione sembra non mostrare alcun rispetto – che ha portato a nominare, seppur con carattere temporaneo fino al mese di giugno, il Comandante della Polizia Locale quale dirigente dei Servizi Sociali del Comune di Como.

Una scelta che lascia francamente perplessi. Polizia Locale e politiche sociali rappresentano due ambiti cruciali dell’amministrazione, ma profondamente diversi per missione, funzioni e competenze richieste. Affidare la guida di quest’ultimi a chi è chiamato quotidianamente a dirigere l’attività della Polizia Locale significa ignorare la specificità di un settore delicatissimo, che richiede competenze professionali, sensibilità e capacità relazionali molto diverse.

Riteniamo – continuano Negretti e Muttoni – che la responsabilità di questa scellerata scelta sia in primo luogo del vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali Nicoletta Roperto che ancora una volta – sempre taciturna – dimostra tutta la propria inadeguatezza al ruolo che ricopre. Dopo aver scelto di uscire dall’azienda sociale che gestiva l’ambito dei servizi, oggi sembra accettare senza battere ciglio che la guida tecnica del suo assessorato venga affidata a chi si occupa di tutt’altro. Le politiche sociali significano non autosufficienza, sostegno alla povertà, assistenza domiciliare, supporto alle famiglie, rette per gli asili e tutela delle Persone. Sono politiche che richiedono competenze specifiche, esperienza e sensibilità amministrativa. Non possono essere trattate come un semplice “tappabuchi” organizzativo.

Non vorremmo – concludono Negretti e Muttoni – che questa scelta, dettata da una gestione improvvisata della macchina comunale, finisca per indebolire l’efficacia dell’azione amministrativa proprio in un ambito che riguarda la vita ed il benessere delle Persone. E allo stesso tempo rischia di indebolire anche la capacità della Polizia Locale di occuparsi pienamente della sicurezza in città, tema su cui i cittadini chiedono risposte sempre più concrete. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo