Sono tornati al centro delle cronache i ciliegi di via XX Settembre a Como, piante che il Comune ha deciso di abbattere e contro cui è arrivata la contrarietà di un comitato di cittadini e un passaggio al Tar che ha sospeso temporaneamente l’operazione (qui i dettagli). La giornata si è sviluppata su due notizie iniziali, queste:
- Como, nuova perizia del Comitato: “Quasi tutti i ciliegi in buona salute, nessuna ragione per abbatterli”
- Ciliegi, il video dell’agronomo: “Sindaco, si fermi. Sono allibito, abbattere queste piante è un crimine”
Veloce è arrivata la replica del sindaco di Como, Alessandro Rapinese. Dapprima sulla nostra pagina Facebook:

Il link postato dal sindaco di Como (questo articolo di Varesenews) riporta una polemica sull’abbattimento di alberi a Varese di cui è stato protagonista l’agronomo intervenuto oggi, Daniele Zanzi, accusato pesantemente dall’architetto Michele Di Toro, vice presidente della commissione ambiente di Palazzo Estense. Trovate i dettagli nel link.

Precisa Rapinese in un altro commento sul nostro Fb, rispondendo a un lettore:
Ho semplicemente condiviso un link che ho trovato su internet cercando il nome dell’agronomo. Che incidentalmente è stato vice sindaco PD a Varese così come, incidentalmente, Angelo Vavassori è stato candidato nel PD comasco e nella lista civica di sinistra Paco comasca. Tutto qui. Nulla che abbia a che vedere con la questione dei ciliegi di via XX. Infatti quella questione non è politica ma è seguita direttamente dai migliori funzionari di cui Palazzo Cernezzi dispone.

Fine della prima parte. La seconda, sullo stesso tema, si è aperta questa sera in diretta su Etv nell’appuntamento del venerdì Etg+ Sindaco ripartito dopo le feste (qui la puntata integrale).
La giornalista e conduttrice Michela Vitale ha chiesto: “E’ arrivata una nuova perizia (quella che riportavamo sopra, Ndr), visto che lei ha sempre detto che la vostra decisione si basava su un documento redatto da un professionista, è arrivato un professionista che contesta e critica il metodo di indagine e anche alcuni parametri. Questo documento viene preso in considerazione essendo di un altro tecnico anche abbastanza noto?”.

Risponde il primo cittadino: “Sì è noto perché era vicesindaco del Pd a Varese”. Vitale: “Al di là delle appartenenze politiche…”. Rapinese: “No, è strano. Mi permetto di far notare un aspetto che è sicuramente curioso. Lei guardi, uno degli agronomi che è anche famoso era vicesindaco del Pd di Varese. L’altro agronomo, sono due quelli che hanno mandato perizie eccetera, è un caso, è un caso…”. Vitale: “Ci sono 17 pagine comunque firmate da un professionista”.
Rapinese: “Aspetti, aspetti, aspetti, finirei se posso così diamo un’informazione ai cittadini. Il primo era vicesindaco di Varese del Pd, il secondo, Vavassori (qui i dettagli, Ndr), era stato candidato con Paco (lista civica di centrosinistra a Como, Ndr) e poi era stato candidato addirittura col Pd, è un caso, gli agronomi del Pd la vedono diversamente da quelli che oggi vanno in voga. Detto questo…”. Vitale: “Però noi non mettiamo in dubbio la professionalità”.

Rapinese: “Ci mancherebbe ma infatti quello che le sto dicendo è che qui il tema politico è zero, ci sono dei validi funzionari dipendenti della Repubblica pagati con le sue tasse, con le mie tasse che stanno lavorando a questa pratica, di conseguenza non è una scelta politica come ho sempre detto e sicuramente come tutte le pratiche si sbloccherà”. Vitale: “Però lei politicamente potrebbe scegliere di…”. Rapinese: “No, no”. Vitale: “Di valutare diverse situazioni e ascoltare i cittadini che chiedono…”.
Rapinese: “Guardi, ci sono stati dei sindaci che mi hanno preceduto che hanno avuto il coraggio di dire che un progetto non andava bene, io lo cambierei, eccetera, eccetera. Non vorrei fare la loro fine. Io ho detto solo rifatemi quel bel viale, punto. Dopodiché hanno contattato un agronomo con il metodo della selezione che si è espresso, dopodiché l’amministrazione ha firmato un contratto per un appalto di lavori. Lei consideri che quella sospensione che è stata fatta dal comitato (il ricorso al Tar, Ndr) ad oggi ha già un prezzo. Sono 4.730 euro di riserve che sono state applicate. Quelle riserve le pagano i cittadini oggi perché qualcuno ha deciso di interrompere un appalto pubblico ma appena il lavoro si sblocca, eh, qualcuno li deve dare quei soldi alla Repubblica. Quella è un’opera pubblica che era già appaltata, chi doveva ricorrere o voleva cambiare il progetto lo poteva fare quando abbiamo approvato la delibera di giunta. L’appaltatore si è presentato una mattina per iniziare il lavoro come da indicazioni, l’appaltatore dice ‘me lo avete fatto sospendere, sono 4.700 euro che pagano i comaschi’. Grazie comitato. C’è questa faccenda del tribunale…”.
Vitale incalza come sempre: “Grazie comitato però, ripeto, è comunque una fetta di città che sta chiedendo quantomeno di interloquire”. Rapinese: “No, guardi, per quanto mi riguarda, lo spiego meglio così qualcuno capisce. E’ come se avessi appaltato il lavoro di un’asfaltatura e qualcuno dicesse ‘no, l’asfalto è cancerogeno, voglio che usi la panna montata’. Perché quello è. Sono stati fatti tutti gli iter e se c’erano delle tempistiche entro cui opporsi, ecco non si sono opposti. Non è che uno può arrivare dopo, lei immagini, uno appalta un ponte e un altro dice ‘no ma io non lo voglio così, lo voglio rosa’. Ah, scusa azienda, tu che hai preparato gli uomini, tu che sei venuta sul cantiere, vai via perché adesso vogliono il rosa”.
Vitale: “Ma se viene presentato il ricorso al Tar come è stato ipotizzato i tempi rischiano comunque di allungarsi”. Rapinese sorride e si passa la mano sul volto.

Vitale: “No? Sì?”. Rapinese: “No comment, ci vedremo presto”.

Poi scatta l’ultima telefonata in diretta dove una telespettatrice si è detta solidale con Rapinese sottolineando come i comaschi “hanno solo il problema dello stadio e dei peri e dei meli e quindi non hanno nient’altro cui pensare”. Palla al balzo, manco a dirlo, per Rapinese che risponde: “Signora, sa qual è il problema? Il problema vero è che i problemi a Como li ho risolti quasi tutti quindi si attaccano ai ciliegi”.