E’ stato un Alessandro Rapinese globalmente moderato, anche perché stanco come ha sottolineato qualche volta, quello ospite in diretta Etv questa sera nel consueto appuntamento Etg+ Sindaco ospite della giornalista Michela Vitale (qui la puntata completa).

Globalmente, appunto, ma comunque durissimo nelle parole quando in apertura di trasmissione ha parlato del ricorso arrivato contro il progetto di riqualificazione di Lungo Lario Trieste nel segmento tra piazza Matteotti e piazza De Gasperi (qui il progetto). Per i comaschi comunque quel punto è già viale Geno. Si tratta del primo lotto, di tre, di un maxi progetto voluto dal primo cittadino che nelle intenzioni arriverà fino alla a piazzetta Baratelli.

Nei giorni scorsi il legale degli esercenti ha parlato per i propri clienti in questa intervista: Como, la rivoluzione sul Lago e i ricorsi al Tar: “Noi buontemponi? Rapinese ha i paraocchi, rischiano 20 attività e 300 dipendenti”.

Poi appunto questa sera è intervenuto Rapinese, sollecitato da Vitale che ha ricordato come in teoria si sarebbe alla vigilia del cantiere, programmato per lunedì 9 marzo.

“Si parte coi lavori la settimana prossima?”, chiede la giornalista. Risponde il sindaco: “Era tutto pronto e mancava solo la firma ed è arrivata la richiesta di sospensiva, per legge non possiamo agire. Di conseguenza arriverà lunedì notizia ai ricorrenti. C’è da dire che secondo me stano facendo male i calcoli ma molto male. E non dipende da me adesso, si sono messi a mio giudizio in qualche problema ma non è un problema mio”. Vitale ricorda come gli esercenti della zona abbiano chiesto di rinviare il cantiere a un periodo meno turistico (cioè non da marzo a settembre). Dice Rapinese: “Secondo me non hanno fatto bene i conti ma questo è un altro tema che vedremo poi. Per quanto riguarda i lavori noi adesso non possiamo intervenire fino al 14 di aprile se non erro. Cercheremo di anticipare per quanto riguarda il Tar, se ci sente un po’ prima perché per noi la richiesta di sospensiva è risibile ma ne discuteremo. Certo è che appena il tribunale dovesse darci l’ok… Giugno, luglio, agosto, settembre i lavori li faremo. Di conseguenza, hanno (i ricorrenti, Ndr) sprecato l’opportunità di lasciarci consegnare il cantiere per giugno, nelle parti in cui avremmo agito. La verità è che semplicemente stanno cercando di limitare l’azione dell’amministrazione nel diminuire i tavolini in alcuni punti. Facciamo così, lo dico con molta serenità: hanno fatto male i conti e vediamo come va a finire”.

“A questo punto il posticipo del cantiere è legato all’azione portata avanti”, sottolinea la giornalista. Risponde il sindaco: “Non è una scelta, la legge lo dice. Visto che mancava solo la firma sul contratto, la procedura era andata avanti e l’operatore era stato selezionato, era l’ultima fase che facciamo pochi giorni prima dell’inizio del cantiere, dobbiamo aspettare la discussione della sospensiva. Quindi adesso fino all’udienza, attualmente fissata ad aprile e vediamo se riusciamo ad anticiparla, non possiamo iniziare. Andremo in udienza e vedremo cosa ci dirà il giudice. Dopodiché hanno semplicemente messo nei guai l’intera area, perché noi avremmo già iniziato la prossima settimana. Non si può, pazienza. Non avranno i tavolini a giugno, luglio e agosto. Io sono stato in tante città, sono stato a Cagliari per più anni, stavano facendo i lavori in centro storico e non è morto nessuno. Vediamo e dopodiché discutiamo bene il tema delle concessioni, degli spazi e di tutto il resto. Insomma, io so solo una cosa, sto cercando di miglorare questa città, di migliorare viale Geno, di fare un’opera di riqualificazione. C’è chi invece per un interesse personale, economico personale, ha voluto frapporsi con quegli strumenti che la legge dà. Però, ribadisco, vediamo come va a finire ma secondo me hanno fatto malissimo i conti”.

“Quindi il cantiere potrebbe slittare a maggio e da lì sei mesi”, evidenzia Vitale. Risponde Rapinese: “Da quando inizierà lo faremo, come ho fatto con la piscina Sinigaglia e con tutti gli altri cantieri dove ho avuto difficoltà. Le opere contrariamente al passato si stanno facendo, i giardini a lago stanno andando avanti. Insomma, siamo impegnati su mille fronti e li vogliamo portare a termine. Dopodiché, quando qualcuno cerca di rallentarli trovo che sia doppiamente stupido perché poi rallenti proprio sul tuo territorio. Diciamo che a novembre, dicembre e gennaio non è che riescano benissimo le opere pubbliche, specialmente quando gestisci materiali che poi devono essere duraturi e non è il momento ideale per lavorare. Quindi appena finiremo questa faccenda del Tar partiamo qualunque sia il momento. Ci spiace”.