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Politica

“Droga e alcol a tutte le ore”. Rapinese fa scalpore, ma su via Anzani Minghetti disse le stesse cose il 14 aprile

Ha suscitato reazioni accesissime, ieri, il duro intervento del candidato sindaco di Como Alessandro Rapinese sulla situazione di via Anzani sul fronte sicurezza. Ovviamente, a suscitare un fiume di reazioni (oltre 100 i commenti soltanto sulla nostra pagina facebook, li trovate qui), è stato il paragone tra la zona e addirittura Tijuana, la città messicana ritenuta tra le più pericolose del mondo soprattutto perché snodo mondiale del narcotraffico.

Potremmo ribattezzare serenamente via Anzan in via Tijuana, tra le due non cambia nulla – ha dichiarato Rapinese in consiglio comunale – Attorno alle 18 sono passato tra due fila di soggetti alterati, mi è stato indicato dove si trovasse verosimilmente uno spacciatore e a un certo punto un signore ha fatto la pipì tra le macchine. Questore, prefetto, carabinieri, finanza, polizia locale facciano passare le loro figlie alle ore 18 tra lo stesso gruppo di soggetti in mezzo ai quali sono passato io. E’ stata la cosa più umiliante che mi sia mai capitata, questo scandalo deve finire domani mattina.

Fin qui, dunque, il vulcanico candidato sindaco civico-indipendente. Ma c’è un freschissimo precedente, sempre su via Anzani. E non viene da destra, bensì dalla candidata sindaco del centrosinistra Barbara Minghetti. La quale, nel tour del 14 aprile scorso sempre nella stessa zona, aveva evitato paragoni impegnativi come quello dell’avversario politico, ma nella sostanza aveva detto le stesse cose.

In via Anzani i residenti assistono impotenti a una situazione drammatica che mette in pericolo la loro incolumità – aveva dichiarato Mingetti – Abbiamo incontrato una delegazione di residenti a dir poco esasperati. Sono 600 le firme raccolte, in era pre-covid, per contrastare il degrado e la totale non curanza di una via precipitata nel caos: spaccio di droga, locali dedicati alle slot machine, alle scommesse e alla vendita di alcool a qualsiasi ora. La situazione non è più sotto controllo, i cittadini chiedono un intervento efficace da parte dell’amministrazione. Questo quartiere deve tornare ad essere vivace e attivo, anche grazie ai negozi di vicinato. Metteremo ai margini l’incuria che attira la microcriminalità.

Insomma, da due lati opposti della barricata politica comasca, due posizioni largamente sovrapponibili e – lette dalle parole dei protagonisti – allarmanti. Esagerazioni o fotografie fedeli della situazione? Per interventi, opinioni, testimonianze, foto-video: redazionecomozero@gmail.com

Un commento

  1. Beh molto bravo a copiare, infatti non presenta il programma, ma solo slogan. L’eterno candidato che cammina sulle acque.

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