“Come sta lavorando il sindaco Rapinese? Benissimo. Visto che è un venditore di fumo non si può dire che non stia eseguendo alla perfezione il compito che si è assegnato”. L’ironia che vuol pungere è di Elena Negretti, segretaria cittadina della Lega e capogruppo in consiglio comunale che – a stretto contatto con i cittadini dei quali ascolta quotidianamente riflessioni e lamentele – non si sottrae, anzi rilancia, quando le chiediamo di affrontare il tema delle prossime elezioni che stiamo affrontando da alcune settimane su queste pagine intervistando i protagonisti della politica.
Il ragionamento della fu somma Zarina, potentissimo assessore nella giunta del sindaco Mario Landriscina, non può che iniziare da una valutazione di quanto abbia fatto negli anni passati e stia facendo ora l’attuale amministrazione.

“Il giudizio è assolutamente negativo. Vende fumo, si intesta lavori e progetti fatti che non sono suoi ed è sempre pronto a scaricare sugli altri insuccessi o problemi nei vari interventi portati avanti – spiega Negretti – La realtà è sotto gli occhi di tutti”.
Un affondo diretto che viene immediatamente corroborato da diversi esempi concreti: “Come non citare la recente rivoluzione dei parcheggi? L’incredibile tariffa vulcano, la confusione totale che ha lasciato residenti senza posto auto e imposto tariffe astronomiche. Si è disinteressato dei cittadini. Oggi in una famiglia sempre più spesso si possiedono due macchine e come si può pensare che il mezzo per il quale non c’è un parcheggio assegnato possa essere lasciato tutti i giorni in sosta visto quanto si paga? Ecco un primo esempio di come si ragiona a Palazzo Cernezzi e di come si pianifica senza considerare i comaschi”.

Un modo di agire che viene bollato anche come “irrispettoso verso chi lavora. Verso chi, altro esempio, da anni si impegna, ovviamente anche per il proprio guadagno, a rendere la città accogliente. Cosa dire infatti della stretta sui dehors dei bar decisa dalla giunta? Rischia concretamente di spingere sul lastrico piccole aziende, di costringerli anche a lasciare a casa dei dipendenti”.
Insomma, riassumendo, ciò che sembra essere il primissimo punto dolente “è la mancanza di comunicazione e di apertura verso la città e verso le proposte e le richieste che arrivano da chi Como la vive”, sottolinea la Negretti.

Una lunga lista di difetti, dunque, che sono la spinta propulsiva per cercare un candidato ideale e capace di sconfiggere Alessandro Rapinese nel 2027. “Siamo ovviamente già da tempo al lavoro per trovare il sostituto, per far sì che la città torni a essere vivibile e le persone siano nuovamente prese in considerazione”.
Una stanchezza che “avverto ogni giorno. Quotidianamente parlo con i cittadini, percorro una città sempre più desolata e stanca. E, ci tengo a sottolinearlo, le lamentele che registro sono in numerosi casi anche di persone che mi dicono candidamente di aver votato Rapinese. Insomma, c’è una palese delusione verso quanto sta facendo l’amministrazione. Motivo in più e propellente necessario per spingerci a lavorare e vincere le prossime elezioni”.
Chiedere alla segretaria un nome o una rosa di nomi di possibili candidati è ovviamente, in questa fase, ancora qualcosa di fantascientifico. E anche se alcuni possibili candidati nel centro destra sono giù stati tirati in ballo in determinate situazioni – dall’assessore regionale della Lega Alessandro Fermi a Stefano Molinari e Alessandro Nardone (Fratelli d’Italia) – si è ancora assolutamente nel campo dei rumors.
“Ciò che conta è il nostro massimo impegno sia a livello locale, dove siamo nella fase delicatissima della raccolta e formulazione di una serie di proposte concrete che andranno a formare la base di un programma elettorale, sia a livello più alto, in ambito centrale”.
Ciò che è però sicuro è che “si tratterà di una persona aperta al dialogo, rispettosa e educata verso i cittadini e verso i politici. Ogni riferimento al comportamento di Rapinese contro tanti di noi in consiglio comunale è puramente voluto. Un profilo, dunque, con delle caratteristiche precise a prescindere dal fatto che si tratti di un politico in senso stretto o di una figura tecnica. Vogliamo che la città possa contare su un sindaco empatico e su un riferimento istituzionale”.
E se chiedessero a Elena Negretti di candidarsi? “Io posso assicurare il mio totale impegno ora e in futuro così come ho fatto in passato. Il nome del candidato saranno altri a deciderlo”.
