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Attualità, Politica

Ilaria Salis in oratorio a Como, lettera al vescovo: “Nessuna polemica sull’opera di don Giusto ma lo richiami a maggiore equilibrio. No all’odio politico”

Nuovo intervento in vista dell’arrivo a Como di Ilaria Salis, l’eurodeputata Avs è stata invitata a parlare di carcere e carcerazione nell’oratorio di don Giusto della Valle a Rebbio domani sera alle 20.30. (qui tutti i capitoli precedenti).

Oggi il responsabile provinciale di Gioventù Nazionale (Fratelli d’Italia) Emanuele Marone ha scritto direttamente al vescovo, il cardinale Oscar Cantoni. La lettera è preceduta da un comunicato stampa che subito precisa come non vi sia alcuna polemica con l’opera pastorale e caritativa di don Giusto. Si legge

“Sia chiaro fin dall’inizio: nessuna polemica sull’opera pastorale e caritativa di Don Giusto. Il suo impegno quotidiano accanto agli ultimi, rappresenta per certi versi una bussola morale a cui è possibile ispirarsi. La carità cristiana non è in discussione, né lo è la dedizione con cui negli anni ha animato la comunità di Rebbio. La questione, tuttavia, è un’altra. Ed è profondamente politica e culturale. L’invito rivolto all’on. Ilaria Salis in un oratorio — luogo per definizione educativo, formativo, destinato ai giovani — pone un problema di coerenza rispetto che questo tipo di ritrovo giovanile è chiamata a testimoniare. Non si tratta di negare il dialogo. Non si tratta di censurare opinioni. Ma esiste una differenza sostanziale tra promuovere un confronto pluralistico e offrire una tribuna a una figura la cui vicenda giudiziaria e il cui percorso politico sono stati segnati da episodi di violenza e da una visione ideologica radicale che difficilmente può conciliarsi con i principi di legalità, responsabilità personale e rispetto dell’ordine giuridico”.

Proprio per questo Emanuele Marone, coordinatore provinciale di Gioventù Nazionale, ha ritenuto doveroso scrivere al Vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, chiedendo una riflessione sull’opportunità di simili iniziative in contesti ecclesiali.

Nella lettera si ribadisce il rispetto per l’autonomia delle parrocchie, ma si evidenzia come l’oratorio non possa diventare uno spazio ambiguo legittimando chi ha rappresentato di fatto l’odio politico. “L’oratorio ha una missione alta: formare coscienze libere e responsabili, non offrire palcoscenici a figure divisive. Se si vuole affrontare il tema carcerario — tema serio e delicato — lo si faccia con un confronto plurale, coinvolgendo giuristi, educatori e cappellani penitenziari, non trasformando un luogo educativo in una tribuna ideologica. Proprio perché la carità cristiana costruisce ponti nella verità non può essere utilizzata come cornice per legittimare percorsi politici che, nei fatti, hanno rappresentato una rottura con quei valori di responsabilità e rispetto delle regole che sono parte integrante della dottrina sociale della Chiesa.

Le accuse rivolte dall’On. Salis agli esponenti di FDI che hanno osato esprimere contrarietà all’iniziativa di don Giusto sono prive di fondamento, al contrario, tutta Italia e il resto d’Europa sa chi è Ilaria Salis.

Ed ecco la lettera per il cardinale:

Eccellenza Reverendissima,

Mi rivolgo a Lei in qualità di Coordinatore Provinciale di Gioventù Nazionale e, prima ancora, come giovane cattolico impegnato nella vita civile del nostro territorio, con riferimento all’iniziativa che vedrà ospite presso l’oratorio di Rebbio l’on. Ilaria Salis. Nel rispetto dell’autonomia delle singole realtà parrocchiali, desidero tuttavia manifestare la nostra profonda perplessità circa l’opportunità di tale invito all’interno di uno spazio ecclesiale dedicato alla formazione dei giovani.

Riteniamo che alcune vicende pubbliche e posizioni riconducibili alla figura dell’on. Salis risultino difficilmente conciliabili con i principi di responsabilità e legalità che la Chiesa propone come riferimento educativo, specialmente nei contesti oratoriani. Proprio per la delicatezza del tema carcerario e per la sua evidente rilevanza umana e sociale, credo sia necessario che eventuali momenti di approfondimento siano impostati in modo da evitare letture unilaterali o potenzialmente divisive.,

Come cattolico, sono convinto che la comunità ecclesiale sia chiamata non solo a promuovere il dialogo, ma anche a offrire testimonianze coerenti con una visione integrale dell’uomo che unisca misericordia, giustizia, responsabilità, attenzione ai diritti e rispetto delle leggi come strumenti ordinati al bene comune, senza prestarsi – anche involontariamente a strumentalizzazioni politiche.

In una democrazia pluralista, la Chiesa svolge una missione alta e delicata: illuminare le coscienze, offrendo criteri morali che richiamino i principi non negoziabili della dignità della persona umana, della tutela della vita; principi che come dimostrato dalle vicende giudiziarie dell’On. Salis, la stessa, non riconosce. Per questo motivo, Le chiedo cortesemente di valutare un Suo richiamo al parroco affinché iniziative di tale natura vengano maggiormente ponderate e, se ritenuto opportuno, che il confronto sul tema delle carceri possa essere affidato a figure di riconosciuta competenza tecnica o istituzionale, oppure strutturato in forma pluralistica, invitando anche altri esponenti con sensibilità differenti, così da garantire equilibrio e completezza.

Con la preghiera che Sua Eminenza possa prendere in considerazione la nostra preoccupazione e che essa possa essere spunto di riflessione su una tematica così delicata, Le porgiamo da parte della nostra comunità i più distinti saluti,

Emanuele Marone
Coordinatore Provinciale di Gioventù Nazionale

L’appuntamento con Ilaria Salis:

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