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Politica

Cioffi, assessore rivelazione: “Sono meridionale, amo il lavoro di squadra. Felice per Minghetti, io mi ritiro. Forse”

A un anno e mezzo dalla nomina, a corsa quasi finita, ad Assessore alla Cultura e al Turismo (terzo dell’era Landriscina, giusto per far capire che razza di rogna è considerato questo ruolo) e a meno di sei mesi dalla fine del mandato Livia Cioffi mette il turbo e fa non solo quello che aveva promesso, ma anche quello che da troppo tempo non si vedeva a Como.

Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Salvo sorprese lei a febbraio riuscirà nell’impresa di riportare a Como una grande mostra. Non succedeva dal 2015.

Astratte è un progetto a cui tengo moltissimo. Sarà una grande mostra dedicata all’Astrattismo al femminile attraverso le opere di artiste comasche e non. Una mostra di respiro internazionale che sveleremo nei dettagli più avanti.

Un tema che è anche oggetto di un’altra mostra appena inaugurata in Pinacoteca, Manlio Rho: sintesi dell’astratto.

Anche questa è una mostra a cui tengo particolarmente perché fa parte di un progetto più ampio di valorizzazione della Pinacoteca, un museo che conserva opere straordinarie ma che soprattutto i comaschi fanno fatica a sentire proprio. Per questo stiamo portando avanti, ad esempio, il programma di riallestimento delle sale del secondo piano, oltre alla programmazione di eventi che offrano la possibilità di vivere questo spazio.

Quali?

Stiamo proseguendo la partnership con gli Uffizi iniziata dal mio predecessore, Carola Gentilini, legata alla collezione di ritratti gioviani e prevediamo l’allestimento di due nuove sale multimediali. Inoltre abbiamo in programma una mostra dedicata ai vetri e alle ceramiche di Ico Parisi e un’apertura al contemporaneo con la mostra dello scultore giapponese Kengiro Azuma.

Mentre la Pinacoteca rinasce, il Museo Archeologico è chiuso. Novità?

Il progetto preliminare per i lavori è stato presentato, ma non so se noi faremo in tempo a vedere quello definitivo.

Non vedrete neanche le monete romane del “tesoro del Cressoni”?

Quella delle monete è una scommessa che ho fatto con i Lavori Pubblici. A breve riceveremo il progetto di allestimento dalla Soprintendenza e a quel punto si tratterà di dare l’incarico per la progettazione esecutiva definitiva e poi indire la gara per la realizzazione. Sicuramente lascerò l’iter avviato ma non taglierò io il nastro. Nel frattempo stiamo ipotizzando una preview in primavera di alcuni altri pezzi al Broletto, un’anticipazione della mostra autunnale a San Pietro in Atrio per i 150 anni della Società Archeologica Comense.

E per quanto riguarda gli altri spazi?

A breve riapriremo il Tempio Voltiano e sono felice di aver riaperto il Broletto portando la mostra di Vincenzo Schiavio. E poi in aprile apriremo Palazzo Natta per una piccola mostra, una tesi di laurea in architettura che resterà esposta per una settimana.

Risultati tangibili a parte, quello che le va riconosciuto è sicuramente l’aver superato il concetto del “faccio da solo” per creare collaborazioni che hanno portato a risultati importanti, basti pensare al Festival di Villa Olmo o alla grande mostra dedicata ad Antonio Ratti aperta in questi giorni tra Villa Olmo, il Grumello e Villa Sucota.

Sarà perché sono meridionale e mi piace fare le cose tutti insieme (ride Ndr). A parte gli scherzi, credo che il lavoro di squadra sia fondamentale e che l’obiettivo debba essere esclusivamente fare qualcosa di buono per la città. Per questo ho sempre guardato alla professionalità, non alle tessere di partito.

Infatti il Festival di Villa Olmo è nato da una forte collaborazione con Barbara Minghetti, anima del Teatro Sociale (e molto altro) ma anche consigliere di opposizione. Cosa ne pensa della sua candidatura a sindaco?

Sono felice che abbia fatto questa scelta e mi fa piacere che finalmente una donna si candidi.

E lei?

Io mi ritirerò a Brunate (dove è vice segretario comunale, oltre a essere sindaco di Veleso Ndr) a riprendere cose che avevo lasciato in sospeso. Ho terminato con la politica comasca.

Sicura?

Diciamo che dipende da chi me lo chiederà (ride, Ndr).

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