RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Politica

Pedemontana e Tangenziale, pedaggi più cari: politica lariana muta (tranne Rifondazione)

Nel silenzio totale, assoluto, generale, tombale di tutta la politica comasca – locale e nazionale – soltanto un’eccezione spunta in questo principio di 2020 per parlare dell’aumento beffa che interessa i pedaggi di Pedemontana e Tangenziale (ne abbiamo scritto il 31 dicembre scorso, qui sotto il link).

Pedaggio, beffa finale: il Mit stoppa il 95% dei rincari. Ma non quello di Pedemontana

Si tratta di Rifondazioe Comunista, che contesta pesantemente sia quest’ultimo rincaro sia la costruzione in sé delle maxi-strade (incompiute, per quanto riguarda la Tangenziale di Como in particolare).

“Il primo giorno dell’anno, giusto per ostacolare i re magi, partiti per portare doni a un bambino extracomunitario figlio di una coppia non sposata e per rendere anche il loro viaggio più ostico possibile, la società Pedemontana – presieduta dall’ex ministro leghista Roberto Castelli – ha deciso di aumentare gli importi del pedaggio incrementandoli dello 0,8%. Per andare dall ‘intersezione Lomazzo a quella con la A8 ci vogliono 3,48 euro. Ci vogliono 65 centesimi, invece, per percorrere i tre chilometri da Villaguardia ad Albate Acquanera”.

“Inaugurata in pompa magna da Maroni il 23 maggio 2015, con la promessa, mai mantenuta, fatta prima da Maroni e poi da Fontana (sia in campagna elettorale che dopo la sua elezione) della sua gratuità – incalza la nota diffusa – questa strada non è mai stata in grado di alleggerire il traffico delle arterie cittadine”.

“Ancora una volta per il guadagno di pochi si è sfruttato e portato al collasso un gran pezzo di brughiera e altri territori boschivi. Per interessi economici di pochi si è preferito costruire strade nuove invece di valorizzare e rendere competitivi e attraenti i servizi di trasporto pubblico. Con la metà di quanto si è speso per la costruzione della Pedemontana forse si potevano migliorare e rendere efficienti i mezzi pubblici e Trenord”.

“In Lombardia (come del resto in tutta Italia) abbiamo una rete stradale cara e in stato pietoso con ponti che cadono e opere incompiute che avrebbero bisogno di manutenzione continua – chiude il comunicato di Rifondazione – invece di sperperare soldi per opere che paiono cattedrali nel deserto”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo