Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Politica

Pedemontana e Tangenziale, pedaggi più cari: politica lariana muta (tranne Rifondazione)

Nel silenzio totale, assoluto, generale, tombale di tutta la politica comasca – locale e nazionale – soltanto un’eccezione spunta in questo principio di 2020 per parlare dell’aumento beffa che interessa i pedaggi di Pedemontana e Tangenziale (ne abbiamo scritto il 31 dicembre scorso, qui sotto il link).

Pedaggio, beffa finale: il Mit stoppa il 95% dei rincari. Ma non quello di Pedemontana

Si tratta di Rifondazioe Comunista, che contesta pesantemente sia quest’ultimo rincaro sia la costruzione in sé delle maxi-strade (incompiute, per quanto riguarda la Tangenziale di Como in particolare).

“Il primo giorno dell’anno, giusto per ostacolare i re magi, partiti per portare doni a un bambino extracomunitario figlio di una coppia non sposata e per rendere anche il loro viaggio più ostico possibile, la società Pedemontana – presieduta dall’ex ministro leghista Roberto Castelli – ha deciso di aumentare gli importi del pedaggio incrementandoli dello 0,8%. Per andare dall ‘intersezione Lomazzo a quella con la A8 ci vogliono 3,48 euro. Ci vogliono 65 centesimi, invece, per percorrere i tre chilometri da Villaguardia ad Albate Acquanera”.

“Inaugurata in pompa magna da Maroni il 23 maggio 2015, con la promessa, mai mantenuta, fatta prima da Maroni e poi da Fontana (sia in campagna elettorale che dopo la sua elezione) della sua gratuità – incalza la nota diffusa – questa strada non è mai stata in grado di alleggerire il traffico delle arterie cittadine”.

“Ancora una volta per il guadagno di pochi si è sfruttato e portato al collasso un gran pezzo di brughiera e altri territori boschivi. Per interessi economici di pochi si è preferito costruire strade nuove invece di valorizzare e rendere competitivi e attraenti i servizi di trasporto pubblico. Con la metà di quanto si è speso per la costruzione della Pedemontana forse si potevano migliorare e rendere efficienti i mezzi pubblici e Trenord”.

“In Lombardia (come del resto in tutta Italia) abbiamo una rete stradale cara e in stato pietoso con ponti che cadono e opere incompiute che avrebbero bisogno di manutenzione continua – chiude il comunicato di Rifondazione – invece di sperperare soldi per opere che paiono cattedrali nel deserto”.

3 Commenti

  1. I politici fanno quello che le segreterie dei loro partiti gli dicono di fare, e con la nuova riforma che dimezza i parlamentari il legame col territorio conterà sempre di meno…..

  2. I politici lariani? Saranno in vacanza..
    Sono tentato al non voto la prossima volta: cosa ci vorrà mai a mettersi di traverso tutti uniti indipendentemente dal colore e cercare di far muovere il palazzo romano per il finanziamento della seconda parte dell’A59?
    La Lega ha diversi rappresentanti, Pd Forza Italia, fratelli d’Italia anche, arrivano a 10 in totale? Lo facciano per Como.
    Personalmente l’A59 la evito, il pedaggio per 2km è un furto

  3. Mi chiedo con quale criterio si faccia pagare il pedaggio in una strada monca. Mi chiedo quanto l’elettorato comasco conti in un territorio che produce PIL. Facendomi anche altre domande e percorrendo la strada ogni giorno, soprattutto dal ponte dei Lavatoi alla rotonda di Albavilla, il traffico ha raggiunto livelli spaventosi. Perché voi politici non battete i pugni e lavorate affinché l’opera venga completata? Così com’è non ha motivo di esistere e forse noi tutti saremmo anche più propensi a pagare il pedaggio ovviamente se completa… amministratori, politici sveglia!!!! Vincenzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti: