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Rapinese-Gaddi scontro totale: “Mostre blockbuster e musei dimenticati”. “Sindaco come un posteggiatore abusivo, 60mila euro a quadro per Turner”

Scontro indiretto ma davvero titanico. E ancora una volta sul ring sono il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, e il consigliere regionale, coordinatore provinciale Fi, Sergio Gaddi. Ormai una garanzia: se i due si incrociano è il caso di sedersi, mettersi comodi col popcorn e aspettare, tanto qualcosa succede.

E qualcosa è successo. Contesto: la tavola rotonda di oggi a Villa Gallia convocata per un ampio confronto sul turismo, i suoi flussi, la valorizzazione dei beni naturalistici, artistici e culturali. Altro elemento: negli anni della giunta del sindaco Stefano Bruni Gaddi è stato assessore alla Cultura e promotore delle grandi mostre a Villa Olmo che ha ospitato, tra le molte, opere Miró, Picasso, Magritte, Chagall e Kandinskij.

E di questo ha parlato il primo cittadino intervenenuto al convegno, Rispondendo a una domanda sulla valorizzazione del patrimonio artistico di fronte alla grandezza del patrimonio naturalistico ha attaccato col bazooka:

Dipende dalle politiche che vuoi attuare o che sono state attuate in passato che inevitabilmente ti condizionavano. Ci sono delle dinamiche che possono essere di successo in chiave blockbuster, nel senso che tu vuoi avere molta gente sul territorio, non fai nient’altro che andare da quelle aziende specializzate che ti noleggiano dei quadri importanti e in quel momento immediatamente attiri sul territorio un sacco di persone.

In passato nel mio Comune è stato fatto, l’immediata conseguenza è che sono state sottratte delle risorse ad esempio alla manutenzione dei beni culturali. Faccio un esempio, si spendeva molto per attirare dei quadri importanti, eseguiti dai migliori artisti del passato, e nel frattempo si sono chiusi cinque musei in piazza Medaglie d’Oro perché tutte le risorse sono state mandate in qualche cosa di effimero, non strutturato e di conseguenza quando io sono diventato sindaco avevo cinque musei in Piazza Medaglie d’Oro chiusi, totalmente non manutenuti.

Ecco questo non trovo che sia un aspetto intelligente, diverso è valorizzare i propri beni in maniera tale che sia il bene stesso che possa diventare un punto di riferimento”. Poi a proposito della mostra di Turner in corso a Como: “Mentre la Tate in altri posti del mondo chiedeva 28 milioni, 20 milioni a mostra, da noi è venuta praticamente gratis. Perché? Perché abbiamo riportato Turner, dove Turner dipingeva […]. Guardate i prezzi, praticamente alla Tate abbiamo pagato qualche cappuccino e un paio di brioche, perché abbiamo valorizzato Turner a Como. Vuoi Turner a Como? Noi siamo Como, ci vieni alle condizioni che diciamo noi. Finito.

E subito dopo Gaddi ha lanciato missili in controffensiva:

Purtroppo come tutti voi ho avuto la sventura di ascoltare uno degli interventi più imbarazzanti degli ultimi anni e ovviamente e ovviamente mi riferisco a quello del sindaco di Como che nella sua sequela di falsità costanti, continue, ontologiche avendo fatto un riferimento a me non posso ignorarlo […] ma devo in un flash ricordare che capisco che l’ambito culturale non gli appartenga ma in questo ambito lui si muove come un posteggiatore abusivo […].

Semplicemente un dato numerico circa il percorso che lui ha evocato di Villa Olmo che ha portato alle soglie del milione di visitatori in nove anni di esperienza, quindi con una quantità di opere e di indotto certificato dall’università.

Ma non è questo il tema, citiamo solo che la mostra di Turner che lui ha evidenziato, per la quale ha speso 700mila euro, ripeto 700mila euro, costretto a fare una variazione di Biliancio perché non c’è stata nessuna risorsa privata, nessuno sponsor che ha voluto partecipare… 700mila per 11 opere, 7 acquerelli e quattro opere su due sedi. La bellezza di 60mila euro e rotti mila euro a quadro, quindi se si tratta di noleggiare direi che il maggiore esperto è lui. Già lo immagino arrivare alla Tate in maglietta e accolto dalla direzione, non voglio pensare il retropensiero degli inglesi. Chiudo questa parentesi tossica.

 

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