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Tutti da Mister Sorriso Favara tra coppole, camicie fiorate e ‘spioni’. Progetto Como mette pepe sulle elezioni

A un certo punto, non capivi più nemmeno esattamente dov’eri. Perché c’erano tutti e di tutto, questa mattina, nell’algida sala conferenze dell’Hotel Metropole Suisse dove i 4 moschettieri della neonata associazione Progetto Como – pensatoio dal cuore pulsante di lista civica – hanno presentato volti e intenzioni verso le elezioni comunali (qui cronaca e interventi). Politici, amministratori, presidenti, segretari e forse qualche semplice passante ingolosito dal monumentale rinfresco approntato nella stanza accanto si sono accalcati dentro e fuori l’albergo. Un viavai di volti noti e meno noti, tutti a rendere omaggio per vari motivi alla nuova creatura politico-culturale e soprattutto al suo indiscusso ‘reuccio’, Gioacchino Favara, pure presidente dello Yacht Club (il poker dei relatori ufficiali si è completato con uno straordinario Pino Zecchillo in occhiali scuri, che ha allietato i primi secondi della conferenza con lo spot di un lassativo partito per sbaglio dallo smartphone a tutto volume, Sergio De Santis e Bianca Hotea).

Il duo più straordinario in cui ci si poteva imbattere sull’uscio era certamente quello formato dall’ex comandante della Polizia Locale nonché attuale alfiere del Vannaccismo , Vincenzo Graziani, in coppola senape, e Luciano Grammatica, ex consigliere comunale della Lega di Bossi e ora segretario del Popolo del Nord, con camicia fantasia virilmente aperta sul petto.

Un tandem eccezionale, cementato da conoscenza di vecchia data e con argomenti potenzialmente infiniti e divergenti, si presume, tra Secessioni d’antan e neopatriottismo macho.
A vegliare sornione sulla strana coppia, un po’ discosto e molto discreto, anche l’ex candidato sindaco di Italexit (sì, è esistita davvero Italexit) Francesco Saverio Matrale, incorniciato dai vaporosi riccioli non scalfiti dal tempo.

Non trascurabile la presenza anche di emissari (futuri alleati? potenziali concorrenti? semplici ‘spioni’?) dei partiti ufficiali del centrodestra, area a cui Progetto Como si è rivolto espressamente: c’erano Stefano Molinari, presidente provinciale di FdI e nome nella rosa dei candidati sindaco nel 2027, e il segretario cittadino nonché consigliere comunale di Forza Italia, Davide Gervasoni.

 

E veniamo al ‘gruppo spilungoni’. Ovvero l’ex sindaco di Casnate con Bernate, Fabio Bulgheroni, a cui va senza alcun dubbio il Premio Eleganza e Charme di giornata (“Ma sono venuto solo per curiosità”) e poi l’altissimo, purissimo, incazzatissimo (per gli ingorghi sulla Lariana) Rino Malacrida, sindaco di Torno e ariete storico verso l’inquilino attuale di Palazzo Cernezzi.

Si è rivisto anche Massimo Serrentino (a sinistra nella foto qui sotto), già consigliere comunale del Pdl e poi tra i fondatori di Autonomia Liberale, creatura politica durata lo stesso spazio che è esistito tra uno Stefano Bruni e un Mario Lucini. Un apostrofo azzurro tra epoche lontane, insomma.

Impagabile la presenza – con intervento a microfono e ruolo da responsabile territoriale di Progetto Como – dell’ex consigliere comunale nonché professore di educazione fisica più famoso della città, Vittorio Mottola (a destra con Coccodrillo sulla polo, nella foto sopra), un uomo chiamato Sagnino (e Monte Olimpino, e Ponte Chiasso e persino un po’ di Tavernola).

A chiudere, seduta in sala (e non intervenuta), anche la presidente dell’Associazione Carducci, Maria Cristina Forgione, avvocato e Kryptonite ad personam per il sindaco Rapinese.

Questo, insomma, il multiforme mondo che stamane, foss’anche solo per un paio d’ore e poi mai più, è ruotato attorno a Mister Sorriso, Gioacchino Favara. Se son fasce tricolori, fioriranno. Ma questo solo il tempo potrà dirlo.

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