RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Punti di vista

Elezioni politiche, le Acli di Como: “No alla deriva sovranista e antieuropeista, votiamo il Paese della dignità”

Con un lungo documento, le Acli di Como prendono posizione in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. E nell’ambito di un invito generale e ripetuto ad andare a votare per “il Paese della dignità”, contro lo spettro di un astensionismo in ulteriore crescita, spiccano alcuni passaggi decisamente netti.

Uno è quello che esprime “una forte preoccupazione per la deriva sovranista e antieuropeista che l’Italia rischia di attraversare”, dove nel mirino sembrano finire soprattutto partiti come Fratelli d’Italia e Lega, sebbene non esplicitamente citati. E questa sensazione pare rafforzata da altri passaggi come quello rivolto contro “i messaggi fuorvianti che si stanno diffondendo circa una visione sommaria, semplificata e riduttiva della democrazia […] prefigurando un accentramento dei poteri o la sola volontà in capo ad una maggioranza, che possono delegittimare la libertà di espressione e di opinione e la separazione dei poteri”, che sembrano tratteggiare dubbi e perplessità sul presidenzialismo sostenuto soprattutto da Giorgia Meloni e sulla possibilità di una maggioranza vincente così ampia da poter cambiare la Costituzione in Aula.

Le Acli di Como sono un’associazione pluralista che vive ed opera stando tra la gente, incontrando quotidianamente il malessere crescente e l’emergere di tante conflittualità. In vista delle elezioni del 25 settembre esprimono innanzitutto un invito pressante ai cittadini richiamandoli alla responsabilità soggettiva e consapevole di andare a votare, per dare un futuro al nostro Paese e riacquisire il valore di essere cittadini di una democrazia.

Le ACLI hanno dato un giudizio negativo sulla scelta di porre fine all’esperienza del Governo Draghi, tanto più in un momento ancora segnato dalla pandemia, ma anche dalla guerra, dall’emergenza energetica e da quella ambientale, dall’inflazione, e in cui è iniziato il percorso del PNRR. La campagna elettorale conseguente, collocata in un periodo insolito e nell’imminenza della legge di bilancio, rischia di alienare ulteriormente i cittadini dalla fiducia nelle istituzioni democratiche, alimentando il fenomeno dell’astensionismo.  Ricordando l’ampio, articolato e trasversale sostegno che il paese in quella fase aveva espresso, auspicano che il voto del 25 settembre sia coerente con quel forte e inequivoco messaggio.

Non ha poi giovato alla comprensione della posta in gioco una campagna che non ha affrontato seriamente le tematiche centrali della pace, della questione sociale e dell’ambiente, per disperdersi e dividersi su temi contingenti, spesso in un’ottica di pura propaganda. Una campagna in cui si è assistito alla proposizione di promesse irrealistiche e irrealizzabili, almeno nel quadro della situazione sociale ed economica presente.

Pertanto auspichiamo per il futuro che le forze partitiche siano costantemente impegnate a far comprendere i loro progetti politici, in modo da offrire all’elettorato un ampio ventaglio di possibilità di rappresentanza, la quale sia in grado di andare incontro alle esigenze concrete dei cittadini. Non ha giovato un sistema elettorale che ancora una volta impedisce ai votanti di portare in parlamento le persone che ritengono più meritevoli di rappresentarle, lasciando la scelta ai vertici dei partiti.

Di fronte a questo scenario, la prima cosa che diciamo ai cittadini è di partecipare al voto, di impegnarsi per valutare con coscienza i programmi, e distinguere cosa possa dare vita a quello che noi abbiamo chiamato “Paese della dignità”. Perché si possa seriamente pensare a costruire un futuro per le nuove generazioni, alle politiche per l’inclusione e dove decidere se veramente ci sta a cuore un’Italia europea per un’Europa migliore, più forte, e coesa. Scelte strategiche che orienteranno ogni altra decisione che il Governo futuro dovrà andare a fare. Noi adulti siamo chiamati oggi non semplicemente a risolvere i problemi dell’emergenza ma a pensare al futuro, cioè alla società che vogliamo costruire per i nostri nipoti e non essere la generazione che scarica tutti i problemi sulle loro spalle.

Vogliamo un Paese che non discrimina e non accetti disparità. Un Paese nel quale si operi in giustizia e sicurezza, che lotta contro il lavoro nero, sottopagato, lo sfruttamento e per questo introduce il salario minimo; che lotta contro la precarietà lavorativa e quindi esistenziale, e favorisce il diritto ad un lavoro stabile e ben retribuito. Un Paese che valorizzi le relazioni umane con ogni persona, dove contino la buona volontà, la conoscenza e le competenze, e non i rapporti di privilegio e di potere. Un Paese dove servizi, mobilità, welfare e sanità, siano garantiti e dignitosi per ogni persona e famiglia. Un Paese che non sfrutti e non speculi, non evada e dica no alle mafie.

Un Paese che accolga chi fugge da guerre e carestie, che dia la cittadinanza a chi ci nasce, studia o risiede, che sostenga le nostre comunità all’estero. Un Paese dove le carceri siano vivibili e si lavori alle prospettive di inserimento sociale e lavorativo dei detenuti al termine della pena. Un Paese che investa sui giovani, sull’educazione, sull’istruzione e la formazione e nello stesso tempo non abbandoni gli anziani e ne valorizzi l’esperienza. Un Paese con un fisco equo, dove tutti versino in base al proprio reddito. Un Paese che promuova la natalità per creare un futuro, prendendosi cura di ogni persona, delle comunità e del patrimonio culturale e ambientale comune, diffonda la consapevolezza che abbiamo un solo pianeta per tutti i viventi. Un Paese che non tema di dichiarare limiti e sacrifici per contrastare la crisi climatica, che favorisca la transizione ecologica, la sostenibilità ambientale e sociale; che promuova la rigenerazione urbana e lotta contro il depauperamento delle risorse naturali.

Un Paese ponte di pace, non fabbrica d’armi per guerre e dittature, che operi con efficacia e lungimiranza per costruire una comunità europea impegnata a rafforzare la democrazia e a lavorare sui sentieri della pace.

Le Acli di Como esprimono infine una forte preoccupazione per la deriva sovranista e antieuropeista che l’Italia rischia di attraversare, così come per i messaggi fuorvianti che si stanno diffondendo circa una visione sommaria, semplificata e riduttiva della democrazia. Messaggi che confondono e rischiano di valutare valori e principi non più come fermi diritti universali e fondamentali di ogni singola persona, ma parziali, prefigurando un accentramento dei poteri o la sola volontà in capo ad una maggioranza, che possono delegittimare la libertà di espressione e di opinione e la separazione dei poteri.

Ribadiamo invece che ogni vero sistema democratico ha assoluto bisogno di pesi e di contrappesi, della necessità di verifiche e di controlli da parte del Parlamento e degli organi giudiziari preposti, affinché il potere politico sia rispondente ai principi su cui è incardinato. Per un Paese della dignità che già esiste negli sforzi e nei desideri di tante persone, usiamo il nostro voto libero e democratico

Andiamo a votare. Scegliamo il Paese della dignità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo