C’è più amarezza che rabbia nella lettera che riceviamo da Gabriele Mambretti (per inviarci testimonianze, storie, video e foto: redazionecomozero@gmail.com o la nostra pagina facebook). Al centro delle osservazioni, la situazione del servizio ferroviario a Como Borghi, scalo centralissimo del capoluogo ma afflitto da problemi sempre crescenti con riflessi pesanti su viaggiatori e pendolari.
Di seguito, la lettera in formato integrale.
È triste constatare il lento degrado che avvolge il servizio ferroviario e la stazione di Como Borghi.
In questi giorni la stazione perde il doppio binario poiché la regione, per motivi di sicurezza, ha deciso di vietare che 2 treni possano incontrarsi in stazione, di fatto rendendola monobinario e ritardando di 10 minuti la partenza di molti treni diretti a Milano.
Fortunatamente ogni anno viene annunciato il sottopasso pedonale, oggi previsto per il 2024, che l’anno scorso doveva essere pronto nel 2022.
Vorrei sapere se i treni partiranno in ritardo per i prossimi 2 anni oppure se alla prossima questione di sicurezza decideranno di fermare i treni a Camerlata e via.
Nel frattempo la stazione ha:
– un obliteratrice rotta
– rifiuti e bottiglie rotte in terra
– una velostazione con gli armadietti mai completati e gestita da FN Trenord e Comune (ognuno a rimpallarsi la responsabilità)
– un ampio parcheggio di 20 posti, se va bene.Questo è il degrado di Como Borghi, degrado che si rappresenta il degrado dell’intera tratta gestita da Trenord che da mesi sconta gli abbonamenti come risarcimento dei ritardi, che non ha interesse a un confronto con i pendolari, che non ha una concorrenza né un controllo.
Che può permettersi di cancellare treni senza renderne conto a nessuno e a volte senza avvisare i pendolari né i dipendenti che alla domanda “ma il 7.50 è cancellato?” rispondono “non lo so, forse parte l’8.20”.
Penso, poveracci magari vorrebbero essere d’aiuto ma non possono.Guardando i grafici si assiste a un lento peggiorare della situazione e non si ha la percezione che qualcuno (Trenord, Regione, Comune o Stato) sia in grado di affrontare il problema.
I nostalgici ricordano quando i treni arrivavano in orario, arriverà un momento in cui diremo ‘ricordi quando i treni arrivavano?’
Sarebbe ora di ringraziare Trenord e cominciare a fare sul serio.
Mi scuso per lo sfogo ma ora, fermo a Camerlata in ritardo di 20 minuti mi sembra che nulla potrà mai cambiare.
5 Commenti
È chiarissimo a chiunque abbia un minimo di buonsenso che questo degrado è voluto, studiato, direi premeditato per….. giustificare spese multimilionarie inutili per il cittadino ma utilissime per gli amici degli amici.
D’altronde il dirigente è un esperto in ponti e protesi e quindi ha sicuramente delle competenze eccelse in campo ferroviario.
Il sottopassaggio poi è l’apoteosi della intelligenza e soprattutto dell’utilità per gli amici degli amici visto che non è ne mai potrà essere supportato da uno studio sui volumi di traffico a Como Borghi.
Lo scavo, che rischia seriamente di trovare falde eo reperti, serve solo ad abbattere i pini sopravvissuti miracolosamente all’assalto del cemento e soprattutto serve A IMPEDIRE PER L’ETERNITÀ LO SPOSTAMENTO DEL CAPOLINEA A COMO BORGHI.
Lo chieda al presidente di trenord, che mi pare sia comasco, se nutre qualche interesse verso la città natale dove ha fatto anche l’assessore..
Ormai è un lento declino
Nel 2022 come è possibile che esista anacora una banchina larga meno di 2 metri, schiacciata tra 2 binari, dove la gente quando scende si trova compressa ta 2 treni senza possibilità di defluire?
La banchina andrebbe spostata sul lato verso via Carloni (con annesso ingresso pedonale) e i 2 binari dei treni dovrebbero rimanere in mezzo, come avviene in praticamente tutte le altre stazioni ferroviarie.
E invece si preoccupano di spendere milioni per un sottopasso che verrebbe probabilmente sottoutilizzato.
Lo splendido Caradonna ha qualcosa da dire?
da 42 anni sono pendolare da Como Borghi e non posso nemmeno invocare la nostalgia dei treni in orario. E’ sempre stato così, anzi ricordo (ma succede ancora) quando i treni non riuscivano a fare la salita per Camerlata