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Sanità

Articolo Uno: “Ats Insubria assurda? Finalmente Fermi se accorge. Ora cambiamo così”

Continua a tenere banco il futuro dell’Ats Insubria dopo la presa di posizione in particolare del Presidente del Consiglio regionale Fermi che bocciato in termini pressoché definitivi l’accorpamento di Como con Varese nato ai tempi della riforma Maroni.

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Puntando il dito sul fatto che lo stesso Fermi sostenne la novità in origine, il coordinamento provinciale di Articolo Uno concorda sulla necessità di cambiare, non prima di una bacchettata al presidente del consiglio regionale: “Finalmente si è accorto dell’assurdità di AST, come quella “dell’Insubria”, di dimensioni troppo vaste e incapaci di intercettare i bisogni dei cittadini, dopo che, in passato, aveva condiviso questa scelta così come quella di comprendere l’area del Lago e delle Valli nell’AST di Sondrio”.

“Prendiamo atto che, evidentemente, il cedimento del sistema sanitario lombardo di fronte all’epidemia deve avere convinto anche la maggioranza di centrodestra a cambiare registro – si legge nella nota di Articolo Uno – se è vero che è stata presa la decisione di soprassedere dall’approvazione del contestato Piano socio sanitario di Regione Lombardia, licenziato da mesi dalla giunta regionale, che riproponeva le scelte responsabili dell’indebolimento del sistema lombardo: ospedalizzazione estrema; grande fetta delle prestazioni più remunerative affidate al privato (la Lombardia da sola ha più cardiologia di tutta la Francia); smantellamento definitivo della medicina di prossimità”.

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Infine, alcune proposte per il cambiamento relative a Como, “dopo le devastazioni operate dagli anni della presidenza Formigoni”

“In particolare, riteniamo urgente: ricostituire i Distretti sanitari come momento di integrazione tra gli operatori sanitari, tra medicina territoriale e ospedali, tra autorità sanitarie e Comuni; sottrarre l’area dell’ex Ospedale Sant’Anna alla destinazione di tipo immobiliare decisa in passato e restituirla tempestivamente ad un utilizzo nel campo della tutela della salute (anche come presidio temporaneo anti-covid); promuovere la creazione di forme associative tra i medici di famiglia e favorire la dotazione delle apparecchiature necessarie in campo diagnostico in vista di una assistenza garantita 24h e riducendo l’afflusso alle strutture di Pronto Soccorso; mettere in condizione i cittadini di accedere agli esami diagnostici e ai trattamenti sanitari in tempi ragionevoli”.

2 Commenti

  1. Beh! Dopo 5 anni di disservizi e sottomissioni qualcuno ha aperto gli occhi! Sono 5 anni che soffriamo una scelta devastante per il territorio si veda ad esempio l’ufficio unico di protocollo che fa in modo che una pratica aperta a Como vada a Varese per il protocollo e poi ritorni a Como. un verbale gira così per uffici 15gg. Chi vuole abolire la burocrazia ha di fatto creato un mostro, e questa emergenza lo ha dimostrato! Comaschi ricordatevene alle prossime elezioni!

  2. Sono mmg e condivido questo ripensamento anche perché quando le cose stavano andando a regime con una buona intesa fra dirigenza e base è stato stravolto tutto. Condivido le dimissioni protette e ridare al medico sul territorio le funzioni che gli erano state tolte ed attribuite alle strutture

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