RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità, Sanità

Lombardia, ecco l’ospedale nell’ospedale che cambia tutto: a chi è rivolto

Inaugurato il nuovo ospedale di comunità al niguarda

L’Ospedale Niguarda ha attivato il nuovo Ospedale di Comunità, una struttura sanitaria intermedia concepita per consolidare la continuità assistenziale e fornire risposte mirate ai pazienti fragili e cronici. Il presidio si colloca strategicamente tra il ricovero per acuti e l’assistenza domiciliare, inserendosi in una rete territoriale dedicata a chi non necessita di cure ad alta intensità ma presenta condizioni temporaneamente non gestibili presso il proprio domicilio.

Struttura e organizzazione

L’unità dispone di 20 posti letto e integra spazi per il recupero funzionale, inclusi una palestra attrezzata e un soggiorno comune. Il modello operativo si fonda sulla sinergia con l’ospedale per acuti, permettendo ai degenti di accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e consulenze multidisciplinari per un piano terapeutico personalizzato.

La copertura medica è garantita per almeno 4,5 ore giornaliere, dal lunedì al sabato, nella fascia 8.00-20.00. Durante i festivi e nelle ore notturne, la stabilità clinica è presidiata dal medico di guardia dei reparti di Medicina interna (area geriatrica e alta complessità). Il personale infermieristico e gli operatori socio-sanitari assicurano una presenza continuativa nelle 24 ore.

Target assistenziale e obiettivi

La struttura è destinata a pazienti affetti da patologie croniche o fragilità, inclusi i soggetti anziani, che presentano riacutizzazioni o quadri clinici stabilizzati ma incompatibili con il contesto domestico. L’iniziativa mira a decongestionare i reparti per acuti evitando ricoveri impropri, favorendo al contempo la stabilizzazione necessaria per il rientro a casa o il trasferimento in strutture di lungodegenza come RSA o RSD.

Un pilastro del percorso è l’educazione terapeutica: durante la degenza, i pazienti e i caregiver ricevono formazione specifica sulla gestione di terapie e dispositivi medici, quali drenaggi, stomie e cateteri, per rendere sicuro il post-dimissione.

Modalità di accesso e rete territoriale

L’inserimento nell’Ospedale di Comunità avviene tramite una rete integrata di servizi. Le segnalazioni possono pervenire dai medici di assistenza primaria, dalle unità di continuità assistenziale, dai servizi domiciliari, dalle équipe territoriali, dal Pronto Soccorso o direttamente dai reparti ospedalieri in fase di dimissione protetta.

Il ruolo del caregiver

Il coinvolgimento dei familiari è inteso come componente strutturale della terapia. Per tale ragione, la presenza del caregiver è autorizzata senza vincoli di orario, nel rispetto delle necessità organizzative del reparto. Questa partecipazione attiva è ritenuta determinante per il recupero funzionale e per l’efficacia della gestione domiciliare futura.

Distinzione dal modello per acuti

L’Ospedale di Comunità opera con una logica differente rispetto al sistema ospedaliero tradizionale. Mentre quest’ultimo è focalizzato sulla gestione delle emergenze e di patologie ad alta intensità, la nuova struttura si concentra su pazienti stabilizzati con bisogni assistenziali prolungati, agendo da raccordo funzionale tra l’ospedale e il territorio.

“Con questa struttura – sottolinea Guido Bertolaso assessore regionale al Welfare – rafforziamo ulteriormente la sanità di prossimità, migliorando l’appropriatezza dei ricoveri e accompagnando i pazienti in un percorso di cura più vicino alle loro reali esigenze”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo