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La scuola parentale di Brunate: quando l’aula è un bosco, un negozio, la biblioteca

C’erano una volta i banchi, le tabelline imparate a memoria e l’orario delle lezioni che scandiva mattinate infinite ad ascoltare gli insegnanti spiegare, spiegare, spiegare…

E poi c’erano quei maestri rari, che brillavano come pietre preziose nel grigiore, quelli che spostavano i banchi e facevano fare gli esperimenti, leggevano un libro, decidevano che oggi la lezione di scienze si poteva fare in giardino e quella di storia al museo archeologico. E le cose diventavano subito interessanti e facili, e ancora dopo anni probabilmente ce le ricordiamo.

C’erano una volta, e ancora oggi è così, perché non è che negli anni la scuola sia cambiata più di tanto, neppure se nelle classi c’è la lavagna interattiva o ci si vede su Google Meet.

E proprio dal desiderio di offrire un’esperienza educativa completamente diversa basata fare e non sull’ascolto passivo nascono realtà come le scuole parentali. Che non significa bambini chiusi in casa con l’insegnante privato come tanti piccoli Giacomo Leopardi (o, peggio ancora, con mamma e papà trasformati in professori), ma un modo completamente diverso di insegnare unito a quell’esperienza sociale vitale che è uscire di casa e confrontarsi con altri adulti e con i propri coetanei. Con la garanzia di una preparazione in linea con quella di chi frequenta le scuole tradizionali data da esami di fine anno presso l’Istituto Comprensivo di riferimento.

Questa è l’idea da cui nasce la scuola parentale Como-Brunate FuturiAmo che, dopo il debutto a settembre con la primaria, è pronta a proporsi anche come scuola secondaria di primo grado, le medie insomma.

“Siamo partiti a settembre con una decina di bambini delle elementari – racconta la responsabile Alessandra Ballerini – e per settembre, se riusciremo a raccogliere almeno 10/12 adesioni, vorremmo iniziare anche l’esperienza delle medie con una sede in città, una realtà più adatta alle esigenze dei più grandi”.

La sede della “scuola”, infatti, oggi è a Brunate, una collocazione ideale per applicare il metodo didattico alla base di questa esperienza: “I bambini sono seguiti da un’insegnante ma il nostro sistema si basa su principi innovativi di apprendimento svincolarti dagli stereotipi e dalle tappe rigide imposte dalla scuola tradizionale – spiega – il nostro è un metodo majeutico in cui ogni bambino è stimolato a dare la sua risposta per poi essere guidato attraverso l’esperienza diretta a comprendere, ad esempio, la legge che sta alla base di un certo fenomeno. Non è un sapere preconfezionato che devi imparare a memoria ma c’è una grande trasversalità nelle materie che stimola un metodo di studio e di apprendimento che durerà per tutta la vita”.

E invece dei libri di testo, ecco a disposizione un intero territorio pronto a farsi conoscere e a trasformarsi in scuola: “Per noi è fondamentale fare rete con il territorio e Brunate, in questo senso, è perfetta – spiega Alessandra – abbiamo boschi per osservare la natura, negozi, la biblioteca in cui andiamo ogni settimana a scegliere con i bambini i libri che ci serviranno per fare lezione, collaboriamo con Orticolario e con Aspem per il progetto Green School”.

Un’idea di insegnamento che, come anticipato, da settembre potrebbe essere aperta anche ai ragazzini delle medie. “Stiamo lavorando con molta serietà su questa idea perché le cose vanno fatte con passiona ma soprattutto con criterio – spiega – per questo ci stiamo interfacciando con professionisti e realtà come l’Università dell’Insubria per riuscire a proporre un percorso adeguato anche a ragazzi più grandi. E per questa ragione vorremmo che la sede fosse in città, un territorio che offre esperienze più in linea con l’età e le esigenze di chi frequenta le medie”.

Per informazioni visitare il sito coeduco.org o scrivere a futuriamo.como@gmail.com

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