Dopo il pareggio per zero a zero in casa dell’Udinese, il mister del Como Cesc Fabregas non ha nascosto la delusione per una prestazione un po’ sottotono della sua squadra. “E’ stata una partita molto tattica – ha dichiarato ai microfoni di Daz – è stata un po’ tipo ‘tu aspetti me, io aspetto te’. Eppure abbiamo avuto due occasioni grandissime di fare gol e questo è importante soprattutto in partite così”.
Cosa non ha funzionato: possesso e ritmo
Il Como visto a Udine, comunque, non è piaciuto granché al mister: “Non mi è piaciuta la squadra sul possesso, sulle transizioni, sul ritmo, c’è stata gente sottotono”.
L’impatto della sosta e dei nazionali
Il tema dei nazionali: “Abbiamo tanti giocatori che vanno in Nazionale a giocare – ha rimacato Fabgregas – c’è il jet-lag, sono cose nuove per molti nostri giocatori. Comunque c’è di buono che non abbiamo perso e non abbiamo preso gol, anche se sicuramente mi aspettavo di più”.
La puzecchiatura a Diao
La stoccata a Diao: “Non abbiamo mai girato la palla con velocità, Solet (difensore dell’Udinese premiato come migliore in campo, ndr) ha dribblato in area tante volte, a Diao l’hanno dribblato 6-7 volte. Non abbiamo fatto bene né il possesso, né le verticalizzazioni per le possibilità di contropiede”.
Il rientro di Morata e la gestione dei cambi
Un accenno anche alla situazione di Morata, entrato sul finale e capace di far ammonire due giocatori dell’Udinese in pochi minuti: “Morata sta bene, è motivato, si è visto oggi da come entrato. E’ deluso perché voleva giocare di più, anche io lo sarei, ma l’importante è la qualità del minutaggio: c’è chi fa 90 minuti e non fa nulla, e chi ne fa 10 ed è fondamentale”.
“Morata aveva iniziato bene la stagione – ha aggiunto il mister – poi ha avuto infortunio ma io sono contento e mi fido di lui. Siamo una famiglia, ognuno fa il suo percorso e tutti saranno importanti. D’altronde tutti i giocatori di oggi devono fare un cambio di mentalità visto che ci sono 5 cambi a disposizione e il nostro modo di giocare è molto dispendioso”.