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Ambiente, Attualità

Como e il suo Lago, l’aria è buona ma gli obiettivi europei 2030 sono lontani. Il Lombardia c’è il terzetto d’oro che già rispetta tutte le future regole

L’inquinamento atmosferico in Italia, e in particolare nel bacino padano, rimane una sfida complessa che richiede interventi strutturali immediati per rispettare i nuovi limiti europei fissati per il 2030. Il report Mal’Aria di Città 2026 di Legambiente, redatto da Andrea Minutolo, fotografa una situazione di luci e ombre. Da sottolineare subito come in Lombardia Lecco, Sondrio e Varese stiano già rispettando i limiti europei previsti dal 2030

Analisi dei dati delle province lombarde

La Lombardia presenta criticità diffuse, con quasi tutti i capoluoghi che superano i futuri limiti normativi.

 

Città PM10 (µg/mc) PM2.5 (µg/mc) NO2 (µg/mc) Rid. necessaria PM10 Rid. necessaria PM2.5 Rid. necessaria NO2
Bergamo 23 16 24 -13% -36% -16%
Brescia 26 17 28 -22% -40% -28%
Como 21 14 22 -5% -28% -9%
Cremona 31 22 23 -35% -55% -13%
Lecco 19 12 18 -18%
Lodi 29 19 23 -32% -48% -13%
Milano 28 19 33 -28% -46% -39%
Monza 28 25 29 -27% -60% -31%
Mantova 26 19 19 -22% -46%
Pavia 28 19 22 -28% -46% -9%
Sondrio 16 11 16 -9%
Varese 19 12 17 -14%
L’inquinamento atmosferico in Italia, e in particolare nel bacino padano, rimane una sfida complessa che richiede interventi strutturali immediati per rispettare i nuovi limiti europei fissati per il 2030Il report Mal’Aria di Città 2026 di Legambiente, redatto da Andrea Minutolo, fotografa una situazione di “Luci ed ombre”.

Analisi dei dati delle province lombarde

La Lombardia presenta criticità diffuse, con quasi tutti i capoluoghi che superano i futuri limiti normativi.

Il quadro regionale mostra una Lombardia a due velocità, con le città della pianura che faticano maggiormente a contenere le polveri sottili e il biossido di azoto rispetto ai centri prealpini.

  • PM10: Le situazioni più critiche si registrano a Cremona (31 µg/mc), Lodi e Pavia (29 µg/mc), seguite da Milano (28 µg/mc). Per queste città, la riduzione necessaria entro il 2030 oscilla tra il -30% e il -35%.

  • PM2.5: È l’inquinante che preoccupa di più. Monza guida la classifica negativa con 25 µg/mc, richiedendo un abbattimento del -60%. Seguono Cremona (22 µg/mc, -55%) e Pavia (20 µg/mc, -50%).

  • NO2: Il biossido di azoto vede Milano in testa con 31 µg/mc (-36% per il 2030), seguita da Brescia (28 µg/mc, -29%).

Città PM10 (µg/mc) PM2.5 (µg/mc) NO2 (µg/mc) Rid. necessaria PM10 Rid. necessaria PM2.5 Rid. necessaria NO2
Bergamo 23 16 24 -13% -36% -16%
Brescia 26 17 28 -22% -40% -28%
Como 21 14 22 -5% -28% -9%
Cremona 31 22 23 -35% -55% -13%
Lecco 19 12 18 -18%
Lodi 29 19 23 -32% -48% -13%
Milano 28 19 33 -28% -46% -39%
Monza 28 25 29 -27% -60% -31%
Mantova 26 19 19 -22% -46%
Pavia 28 19 22 -28% -46% -9%
Sondrio 16 11 16 -9%
Varese 19 12 17 -14%

(Dati medi annuali 2025 e riduzioni necessarie per il 2030 )

Focus sulla situazione di Como

Como, la qualità dell’aria mostra segnali di miglioramento rispetto al passato, ma il percorso verso gli obiettivi 2030 non è ancora concluso.

  • Situazione attuale: Con una media di 21 µg/mc per il PM10, la città è vicina al limite di 20 µg/mc, richiedendo una riduzione del 5%.

  • Inquinanti critici: La sfida maggiore riguarda il PM2.5 (14 µg/mc), per il quale è necessario un taglio del 28%, mentre per il biossido di azoto (NO2) la riduzione richiesta è del 9%.

  • Trend: Sebbene la tendenza dal 2011 al 2025 indichi un calo delle concentrazioni grazie a miglioramenti tecnologici in riscaldamento e trasporti, Como non può ancora dirsi al sicuro dai rischi sanitari.

Confronto territoriale: Como, Lecco e Varese

Il confronto tra le tre province pedemontane evidenzia performance simili, con Como che risulta leggermente più inquinata rispetto alle vicine:

  • PM10: Como (21 µg/mc) supera sia Lecco che Varese (entrambe a 19 µg/mc), le quali già rispettano il limite del 2030.

  • PM2.5: Lecco e Varese (12 µg/mc) necessitano di riduzioni inferiori (rispettivamente -18% e -14%) rispetto al 28% di Como.

  • NO2: Anche per il biossido di azoto, Como (22 µg/mc) ha valori più alti di Lecco (18 µg/mc) e Varese (17 µg/mc).

Lecco risulta la città più virtuosa del trio, con i valori più bassi per tutti gli inquinanti e già in linea con i futuri limiti per il PM10. Varese segue a breve distanza, mentre Como registra le concentrazioni più elevate tra le tre, specialmente per il biossido di azoto (NO2) e il PM10.

Qualità dell’aria in Lombardia: la sfida dei nuovi limiti 2030

L’ultimo report Mal’Aria di Città 2026 di Legambiente evidenzia che, nonostante un calo costante delle concentrazioni negli ultimi decenni, l’inquinamento atmosferico “rimane il principale rischio ambientale per la salute delle persone a livello continentale, causando malattie, peggiorando la qualità della vita e portando a morti premature evitabili”. In Lombardia, il quadro è particolarmente complesso, con molte città ancora lontane dai parametri della nuova Direttiva Quadro Aria.

Inquinamento e salute nelle aree urbane

Secondo lo studio curato da Andrea Minutolo, la fonte principale di biossido di azoto (NO2) resta il trasporto stradale, rendendo l’inquinamento un problema tipicamente urbano. Per quanto riguarda le polveri sottili (PM10 e PM2.5), un ruolo significativo è giocato dalla combustione domestica di biomasse. Il documento sottolinea che “il raggiungimento dei limiti UE recentemente rivisti, richiesto entro il 2030, contribuirà a ridurre gli impatti sulla salute dei quali si è detto e ad avvicinare i livelli di qualità dell’aria ai livelli indicati dalle linee guida dell’OMS nei prossimi anni”.

Focus Como: dati a confronto con Lecco e Varese

Nella provincia di Como, la media annuale di PM10 si attesta a 21 µg/mc, un valore che richiede una flessione del 5% per rientrare nei parametri del 2030. Analizzando il contesto regionale, Como presenta livelli di inquinamento superiori rispetto a Lecco e Varese, che con 19 µg/mc di PM10 risultano già in linea con le future soglie europee. Anche sul fronte del PM2.5, Como (14 µg/mc) deve affrontare uno sforzo maggiore rispetto alle vicine, con una riduzione necessaria del 28% contro il 18% di Lecco e il 14% di Varese.

Prospettive e necessità di intervento

Il report indica che “servono però ulteriori sforzi da parte degli Stati membri, con misure più incisive e mirate, vista la complessità dello scenario, popolato da più inquinanti e da molteplici fonti emissive che, interagendo tra loro, provocano ulteriore inquinamento”. In particolare, per città come Milano (-28% di PM10 necessario) e Monza (-60% di PM2.5 necessario), il cammino appare ancora lungo e tortuoso.

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