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Ambiente, Cronaca

Rimborsopoli, annullate le condanne dei 3 consiglieri regionali comaschi ma il reato c’è stato. Gaffuri (Pd): “Nuovo ricorso per la verità”

Come raccontava stamani il collega Paolo Moretti sulle pagine de La Provincia di Como, la Corte di Cassazione ha annullato, per larga parte in via definitiva, le condanne nell’ambito di quella che all’epoca fu chiamata Rimborsopoli in Regione Lombardia. Coinvolti quattro consiglieri comaschi Gianluca Rinaldin e Giorgio Pozzi (all’epoca di Forza Italia), Luca Gaffuri (Pd) e Dario Bianchi (Lega). Per i primi tre dunque cancellata la condanna a un anno e mezzo. Caso diverso Bianchi che non impugnò la sentenza di primo grado.

In estrema sintesi: i tre ex consiglieri hanno visto passare il reato da peculato a indebita percezione di erogazioni pubbliche, voce che prevede pene meno gravi. Insomma il fatto c’è stato ma ora è prescritto. Di qui l’annullamento delle condanne.

Nel pomeriggio è arrivata una nota di Gaffuri: “La sentenza della Cassazione solleva me e la mia famiglia da un peso enorme, ma alla fine di questo percorso, durato dieci anni, sono lieto di poter affermare ancora una volta la mia fiducia nella giustizia, anche se questa arriva all’ultimo grado, dopo un processo in cui non mi è stato concesso di far ascoltare le parole dei testimoni che avevo indicato e che avrebbero potuto spiegare le ragioni di ogni spesa effettuata dal gruppo consiliare che presiedevo. Dal punto di vista personale e di uomo pubblico, vorrei vedere cancellata dal giudizio sul mio operato la parola prescrizione, ragione per la quale chiederò al mio avvocato Giacomo Lunghini, che ringrazio pubblicamente, di fare un ulteriore ricorso perché venga ristabilita fino in fondo la verità. Un ultimo ringraziamento va anche al mio partito, il PD, che con i suoi dirigenti e militanti, dal livello cittadino a quello provinciale e regionale, mi ha sempre sostenuto”.

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3 Commenti

  1. Quando la “giustizia””” è connivente…e qnd in procura ci sono gli amici degli amici. Che schifo! Concordo con il sig. Luigi.

  2. Caro Gaffuri, sarebbe stato sufficiente rinunciare alla prescrizione.
    Come mai, se davvero voleva che fosse ristabilita la verità, non l’ha fatto?

  3. Nulla di cui stupirsi purtroppo. Ormai è un abitudine vedere che la PRESCRIZIONE MAGICAMENTE sana situazioni vergognose che CASUALMENTE riguardano SEMPRE PERSONCINE potenti e o di potere.
    Che dire???
    Rassegnamoci.

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