Le curiose e insolite piante comparse in via Dottesio in (almeno) tre spazi di terra destinati agli alberi, hanno suscitato curiosità.

Ne abbiamo parlato qui: Como, il lettore è curioso: “Ma che piante sono queste?”. Abbiamo chiesto (informalmente) a un paio di esperti
E se, come scrivevamo ieri, quegli alberelli-arbusti tutto paiono tranne futuri fusti simili a quelli che si vedono lungo la parte successiva del marciapiede, ecco che alcuni residenti della zona hanno contattato la redazione in queste ore. E’ successo dopo la pubblicazione del primo articolo.

In particolare una lettrice ci ha telefonato e raccontato a chi è venuta l’idea di rinverdire in autonomia la strada. Cosa che nelle intenzioni è assolutamente meritoria ma che nei fatti è totalmente vietata: come se qualcuno si disegnasse parcheggi bianchi sotto casa, per dire. Buona l’idea ma anche no.
“Si tratta di una signora che abita qui da tempo – ci racconta la residente di via Dottesio (con nome e cognome) – e che da circa due anni faceva delle prove per cercare di far attecchire piante in quegli spazi vuoti. Purtroppo nella via e nei dintorni, da tempo, sono sparite diverse piante che non sono poi state sostituite. Adesso è da alcuni mesi che abbiamo visto questi alberelli attecchire e crescere”.

Prendendo spunto da questa operazione spontanea ma soprattutto dallo scontro in più zone della città – come in via XX Settembre e per il cannocchiale dei giardini a Lago – tra peri e ciliegi, ecco la proposta: “Perché il Comune non utilizza qui i peri che erano destinati in via XX Settembre? Si abbellirebbe una zona che da troppo tempo necessità di verde ed è lasciata a sé”.
Una proposta, appunto, ottima e legittima. Ma tornando al caso specifico bisogna ricordare che, anche con le migliori e davvero buonissime intenzioni, un privato non può in alcun modo prendere l’iniziativa e mettersi a inserire piante negli spazi cittadini. O sassi di presunto abbellimento, come avvenuto in passato e rivendicato con orgoglio sui canali social da qualche cittadino.