E’ una sorta di piccola caccia al tesoro commento o alla dichiarazione. La strategia comunicativa del sindaco di Como Alessandro Rapinese non è casuale; e nel frammentarsi e moltiplicarsi di interventi, esternazioni social e dichiarazioni in Tv impone molta attenzione.
Giusto ieri, 23 febbraio, raccontavamo della faccenda legata al lido di Villa Olmo e dell’addio allo storico gestore: Lettera del Comune di Como e finisce un’epoca, dopo 44 anni Maurizio Locatelli dice addio al lido di Villa Olmo: “Grande amarezza”.

In estrema sintesi: il Comune di Como non ha rinnovato per altri sei anni, come era possibile ma non vincolante, la concessione alla Villa Olmo Srl. Concessione scaduta l’anno scorso e poi rinnovata fino al 31 dicembre dello stesso anno. Poi tutto fermo, fino alla lettera ricevuta da Locatelli, come raccontavamo lunedì mattina. Non sono mancate ovviamente reazioni variegate: le trovate qui.

Intanto è addio, appunto, dopo 44 anni. Ma la stagione calda alle porte non vede, almeno a oggi, un nuovo bando e i tempi tecnici sono strettissimi. Anzi, forse già non fattibili o percorribili. Però venerdì scorso in diretta su Etv il sindaco aveva spiegato come non ci sarebbe stata alcuna interruzione di servizio, poi aveva parlato di occupazioni senza titolo.

Tornando alla caccia all’intervento, ecco una presa di posizione del primo cittadino. Ce la segnala una lettrice molto attiva sui temi cittadini e l’ha trovata in un commento all’articolo sul tema pubblicato dal quotidiano La Provincia di Como. Ecco cos’ha scritto Rapinese:
Il Lido di Villa Olmo è una proprietà pubblica condotta ininterrottamente da 44 anni dalla stessa persona.
A Como quando mi sono insediato c’era una persona che gestiva il Natale da trent’anni, il Carducci era considerato una proprietà privata e, se questo spazio di commento non avesse limiti di testo, potrei fare decine di esempi di beni pubblici considerati intoccabili da trasparenza e concorrenza.

Con Rapinese questa storia è finita. Un bene alla volta normalizzerò la conduzione del patrimonio comasco. Se vuoi un immobile per tutta la vita non devi rivolgerti al Comune, devi trovartelo su immobiliare.it.
Altrimenti devi ben sapere che anche per la tua concessione presto o tardi arriverà la fine. Che poi il quotidiano “La Provincia di Como”, autorevole quotidiano locale, definisca la fine di una concessione “sfratto”, la dice lunga sulla qualità dell’aria che si respira nella nostra città e quanto fosse necessario avere un sindaco come Rapinese…
