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Attualità

Como, il Comune recupera 21 alloggi sfitti per housing sociale: dove sono, lo sconto sui canoni, il bando

Parte il recupero di 21 alloggi comunali sfitti con l’obiettivo di rimetterli finalmente a disposizione in particolare di famiglie svantaggiate e personale fragili. Il primo passo è la selezione dei soggetti cui assegnare in concessione d’uso, per 15 anni con possibilità di proroga di 10 anni, le unità immobiliari.

I soggetti selezionati dovranno presentare un progetto di housing sociale, a solo fine residenziale, innovativo rispetto a quello tradizionale pubblico e finalizzato a dare una risposta abitativa a nuclei famigliari non in grado di sostenere un canone d’affitto sul mercato privato, né di accedere al servizio abitativo pubblico. In particolare l’obiettivo è aiutare persone in condizione di estrema fragilità e a disabili, anche con percorsi di housing first. Le unità immobiliari si trovano in condomìni misti, situati nelle zone di Breccia, Como Borghi, Camerlata, Rebbio e centro. Qui sotto l’elenco.

Chi parteciperà al bando dovrà recuperare le unità immobiliari attraverso la progettazione e l’esecuzione delle opere edilizie e impiantistiche necessarie. Poi si dovrà provvedere anche: all’assegnazione degli alloggi recuperati a nuclei in condizione di svantaggio sociale residenti a Como quali famiglie a nuclei famigliari, residenti a Como, aventi una capacità economica che non consente né di sostenere un canone di locazione sul mercato privato né di accedere al servizio abitativo pubblico; persone disabili che intraprendono percorsi per il “Dopo di noi”; persone senza fissa dimora o in condizione di grave marginalità residenti a Como.

Il canone di locazione degli alloggi dovrà essere inferiore di almeno il 30% rispetto a quello di riferimento della zona di riferimento (l’operatore dovrà poi corrispondere regolarmente al Comune un canone pari a 20 euro mensili (per ognuno degli alloggi concessi); deve essere garantita anche la manutenzione oltre al pagamento al Comune, per tutte le unità immobiliari, delle spese condominiali e degli oneri accessori posti in capo al concessionario, che si farà a sua volta carico di eventuali morosità da parte dei nuclei familiari ospitati.

La partecipazione al sopralluogo è subordinata all’invio di una richiesta via e-mail all’indirizzo di posta
elettronica servizisociali@comune.como.it da inviare entro il 9 Dicembre 2022. Qui tutte le informazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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5 Commenti

  1. Mah…. darei gli alloggi in gestione ad Aler piuttosto…. mi pare che altrimenti ci saranno più buone intenzioni che risultati

  2. Eccolo il Prof Gioele !!! sempre sul pezzo……. Curate mi raccomando, prima che il Sindaco faccia qualche speculazione immobiliare su quei cessi di case, che le precedenti amministrazioni con il loro immobilismo hanno creato…..

  3. Ma lui è immobiliarista. Il Patrimonio immobiliare comunale sarà gestito con un sw, wow è un gioco da ragazzi. Punto 18.3 del suo programma elettorale.

  4. Interessante. Mi piacerebbe conoscere il futuro concessionario. Si accolla tutte le spese per l’esecuzione delle opere edilizie necessarie e per la messa in sicurezza degli impianti. Dovrà accollarsi le spese condominiali e di manutenzione. Potrà assegnare l’alloggio ristrutturato solo a famiglie in condizioni economico-sociali disagiate che non possono accedere alle case popolari ma che non possono altresì pagare gli affitti di mercato. Paga un canone di concessione mensile di 20euro e può chiedere un canone di locazione non superiore al 70% del mercato. Insomma, non un grande affare per il concessionario ma, a dire il vero, neppure per le famiglie disagiate che hanno un risparmio del 30% sull’affitto di mercato (di case in centro poi…) e neppure per il Comune che riceve 2.640euro di concessioni annue per 21appartamenti! Mah…. Un suggerimento a Rapinese Sindaco. Chieda collaborazione costruttiva all’opposizione e si faccia inviare da Minghetti la sintesi dei gruppi di lavoro (i tavoli) guidati da Cosenza/Patelli e da Lissi. Mi dicono che sul tema dell’edilizia popolare e sul tema delle decine (molte decine) di case popolari abbandonate e con gli ingressi murati, questi “tavoli” avevano prodotto molte idee e qualche soluzione interessante. Quando si pensa in grande capita, continuando a pensare in piccolo, invece, si scarica su ingenui concessionari quello che il Comune non è in grado di fare da solo. Dai Rapi…..continua a farci sognare!

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