Baby gang, maranza, gruppi di stranieri minorenni non accompagnati in giro per le città. Si pensava, fino a poco tempo fa, che si trattasse di realtà – e relativi problemi – presenti nelle grandi aree metropolitane. Ma, e i fatti di cronaca lo dimostrano, ormai il fenomeno si è diffuso ovunque. Anche a Como.
E proprio su questo tema molto delicato si sono concentrati i lavori del convengo di questa mattina organizzato da Fratelli d’Italia al Driver Como dal l titolo “Devianza minorile: il fenomeno delle baby gang e i minori stranieri non accompagnati (MSNA). Verso un nuovo modello di intervento” .
In una sala gremita si sono ritrovati a parlare Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’Organizzazione di Fratelli d’Italia, intervistati da Andrea Bambace, direttore di Espansione TV.
I lavori sono stati introdotti e moderati da Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia Como. “Non si tratta più di un fenomeno delle grandi città ma anche nella nostra provincia quotidianamente accadono fatti di cronaca. Così a Como, Cantù, Erba ma anche nei piccoli centri – spiega Molinari – Questa iniziativa la colleghiamo ai convegni nazionali dal titolo “Io ti ascolto”. Erano convegni puntati sull’ascolto del territorio”.
Il dibattito poi ha visto protagonisti Enzo Lucchese (responsabile della sicurezza per la provincia di Como),Mariarosaria Amalia Sgambelluri, responsabile provinciale del Dipartimento Famiglia e Valori Non Negoziabili e Maddalena Morgante, responsabile nazionale del Dipartimento Famiglia e Valori Non Negoziabili di Fratelli d’Italia.

“Il Governo Meloni si sta occupando del fenomeno con diversi interventi – spiega Mariarosaria Amalia Sgambelluri, – Sappiamo che i giovani fanno sempre più fatica a seguire le regole sociali e finiscono per autoaffermarsi con atteggiamenti illeciti. Pensiamo a fenomeni come il revenge porno o alla necessità di far parte di una baby gang. Necessario l’intervento politico che punti su una riforma del processo penale minorile e a creare luoghi di aggregazione giovanile per anticipare fenomeni devianti”.
“Si tratta di un tema emergenziale che noi da sempre seguiamo – dice Maddalena Morgante – La sinistra forse l’ha scoperto da poco. Noi siamo già intervenuti e continuiamo a farlo ma, e va sottolineato, è la famiglia che deve essere tutelata perché è la famiglia che ha il compito più duro, di educare, di sostenere. Quindi è li che dobbiamo intervenire per metterci al loro fianco. Pensiamo agli smartphone e ai social che finiscono in mano ai bambini fin da quando hanno solo 8 anni”.
Il dibattito è poi entrato nel vivo con l’intervista di Andrea Bambace ad Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e a Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’Organizzazione di Fratelli d’Italia.

“Si tratta di un vero e proprio fenomeno di delinquenza giovanile. Basti pensare come negli ultimi mesi nella nostra provincia siano stati sempre di più i casi di cronaca – ha introdotto Bambace – Siamo di fronte a bande di giovani che sono delle vere e proprie schegge impazzite”.
“L’innovazione tecnologica può aiutarci – ha detto Butti – Se in passato tale problema era caratterizzante delle aree metropolitane ora è tra noi, ovunque. Anche in zone dove socialmente si viveva in tranquillità. Parliamo di tali fenomeni in maniera ancor più forte dal 2022 quando a Peschiera prima e poi a Riccione, delle orde di giovani stranieri misero a ferro e fuco le 2 cittadine. Stiamo lavorando come dipartimento, ad esempio, per identificare da subito i minori non accompagnati che entrano da noi ma che poi spariscono. Noi potremmo ovviare con l’identificazione digitale, segnalando tutti i passaggi che dovrà affrontare chi arriva, dalle associazioni che li accolgono. Basti dire che dal 2022 al 2024 i minori non accompagnati sono aumenti di 4mila unità”.
Per non parlare della possibilità di comprare un coltello o un tirapugni on line a 30 euro. “Stiamo lavorando ma non dobbiamo illuderci, con il Decreto sicurezza, di risolvere fenomeni come quello delle baby gang, ma serve. Se un ragazzino va a scuola con un coltello nello zaino c’è un problema e non ci dobbiamo giare dall’altra parte – ha specificato Giovanni Donzelli – Stabilire che se uno scappa all’alt dei carabinieri e poi, inseguito, si schianta, non è colpa del carabiniere. Massima attenzione su ogni fronte. Ad esempio utile l’accordo fatto con alcune piattaforme – lavoro di Chiara Colosimo della commissione antimafia- per controllare i rapporti tra social e mafia. O sull’eventualità di togliere i figli ai genitori di criminali”.
Quindi “faremo gli interventi legislativi ma sono tanti i livelli su cui lavorare. Ad esempio nelle carcere minorili, diventate di moda anche grazie alle fiction televisive, che vanno riviste”, spiega Donzelli.
E il tema dei genitori è forte. “Quando vedo minori fuori alle 3 di notte perché non dovrei intervenire anche pesantemente contro i genitori?. Dove sono? Il tema è molto importante, va analizzato sotto ogni minimo dettaglio”, dice Butti.
Cosa fare in futuro? “Il tema è enorme. Dobbiamo fare le leggi, e le facciamo, dobbiamo dare più poteri alle forze dell’odine, dobbiamo votare la riforma della giustizia. Oltre a lavorare sui giovani, nelle scuole e nelle famiglie”, chiude Donzelli.