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Camminare per 450 metri sospesi sul torrente: inaugurato il ponte mozzafiato tra i monti del Lago di Como

Una nuova infrastruttura turistica per riscoprire la storia del territorio e aprire nuove opportunità di sviluppo. Sabato 24 ottobre 2026, Tremenico ha celebrato l’inaugurazione del Ponte dei Minatori, una passerella sospesa di 450 metri che si innalza fino a circa 200 metri sopra il torrente Varrone, creando un collegamento suggestivo tra il paese e l’antico insediamento minerario di Lentrèe.

Un’opera simbolo di speranza per il futuro della valle

La cerimonia del taglio del nastro ha richiamato amministratori, esponenti delle istituzioni e numerosi cittadini. Presenti, tra gli altri, il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza, il consigliere regionale Giacomo Zamperini, la presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann e il presidente della Comunità Montana Fabio Canepari. Alla celebrazione ha partecipato anche il parroco don Andrea Molteni, che ha benedetto la nuova struttura.

Per il sindaco di Valvarrone, Luca Buzzella, l’apertura del ponte rappresenta un messaggio di fiducia per una comunità chiamata a confrontarsi con problemi ormai consolidati, come il progressivo spopolamento e le difficoltà determinate dalla conformazione geografica del territorio e dalla rete dei collegamenti.

«Il ponte è un segnale di speranza per una valle che deve affrontare lo spopolamento e le difficoltà legate alla posizione geografica e ai collegamenti», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando l’importanza di creare condizioni favorevoli per il futuro, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

La denominazione dell’opera richiama direttamente le radici storiche di questa parte della valle. Per decenni, infatti, le miniere di feldspato di Lentrèe hanno rappresentato un luogo di lavoro per numerosi minatori, costretti a raggiungere la gola e a risalirla a piedi, quando ancora non esistevano collegamenti più comodi. Un capitolo significativo della storia locale che oggi torna al centro di un progetto volto a conservare la memoria del lavoro minerario e a renderla accessibile anche ai visitatori.

Un progetto da quasi tre milioni di euro per valorizzare il patrimonio minerario

Dietro la realizzazione del Ponte dei Minatori c’è l’iniziativa della società omonima, guidata da Cristian Adamoli e dalla moglie Claudia Anselmini. Adamoli, che mantiene un legame con Tremenico anche attraverso le vicende della propria famiglia, ha evidenziato il significato più ampio dell’intervento: la passerella non nasce soltanto per offrire un’esperienza turistica particolare, ma vuole diventare il punto di partenza per riscoprire il patrimonio storico e culturale legato alle attività estrattive e all’antico borgo di Lentrèe.

 

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L’opera costituisce infatti uno degli elementi di un più ampio programma di riqualificazione, il cui valore complessivo sfiora i tre milioni di euro. Il piano è sostenuto da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Comune di Valvarrone e Comunità Montana, con l’obiettivo di recuperare un’area ricca di testimonianze storiche e trasformarla in una nuova risorsa per l’intera comunità.

Gli interventi programmati comprendono il recupero delle miniere e del borgo storico, la creazione di un centro visitatori, la predisposizione di nuovi parcheggi e il miglioramento della viabilità. Azioni pensate per rendere la zona più facilmente raggiungibile e offrire servizi adeguati a chi sceglierà di esplorare questo angolo dell’entroterra lecchese.

Dal lago alla montagna: nuove opportunità per l’economia locale

Tra le principali ambizioni del progetto c’è quella di ampliare i flussi turistici provenienti dal lago, incentivando i visitatori a spingersi verso l’interno e a conoscere luoghi meno frequentati, ma ricchi di storia, paesaggi e tradizioni.

L’arrivo di nuovi turisti potrebbe favorire la nascita di attività economiche, sostenere le iniziative locali e generare benefici per le diverse realtà della zona. In quest’ottica, il ponte non è considerato un elemento isolato, ma una componente di una strategia più ampia, che punta a integrare attrattività turistica, recupero del patrimonio e sviluppo economico.

Con i suoi 450 metri di lunghezza e la posizione sospesa sopra la gola del Varrone, il Ponte dei Minatori si candida così a diventare una nuova porta d’accesso alla storia di Valvarrone. Un’infrastruttura che unisce idealmente le fatiche dei lavoratori di un tempo alle prospettive di domani e che ambisce a contribuire alla rinascita di una montagna capace di offrire nuove occasioni, soprattutto ai giovani, e di mantenere viva la propria comunità.

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