Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Como, in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), ha tracciato il bilancio di un’intensa attività di vigilanza iniziata a settembre 2025. L’operazione, volta a contrastare il lavoro nero e garantire la sicurezza nei cantieri edili, ha interessato capillarmente l’intera provincia, dal capoluogo fino all’Alto Lago e al Canturino.
Violazioni e sicurezza: cantieri nel mirino
Nonostante l’obiettivo primario fosse la prevenzione, le ispezioni hanno portato alla luce diverse criticità strutturali. I controlli si sono concentrati sui settori a più alto rischio infortunistico, evidenziando gravi carenze nella gestione dei lavori in quota. Tra le irregolarità più frequenti:
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Utilizzo di ponteggi e attrezzature non a norma.
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Mancanza di formazione adeguata e sorveglianza sanitaria per gli operai.
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Carenze nell’organizzazione logistica e nella viabilità interna ai cantieri.
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Irregolarità nella documentazione obbligatoria per la prevenzione rischi.
I Numeri dell’operazione: sospensioni e sanzioni
Il rigore dei controlli ha prodotto risultati significativi sul piano sanzionatorio:
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6 provvedimenti di sospensione immediata dell’attività per gravi pericoli all’incolumità.
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Oltre 126.000 euro di ammende penali.
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Circa 75.000 euro di sanzioni amministrative.
Il dato positivo: crolla il lavoro nero
A fronte delle criticità riscontrate sulla sicurezza, emerge un segnale incoraggiante sul fronte della legalità contrattuale. Su 47 lavoratori controllati, è stato individuato un solo lavoratore in “nero”. Questo dato evidenzia una crescente attenzione delle imprese comasche verso la regolarizzazione previdenziale e contributiva dei propri dipendenti.
Prospettive per il 2026
L’Arma dei Carabinieri ha confermato che l’attività di monitoraggio non si ferma. Per tutto il 2026, proseguiranno i controlli strategici per assicurare che la ripresa del settore edile avvenga nel pieno rispetto della vita umana e della legalità.