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Attualità

Casate, il Palaghiaccio rimesso a nuovo riapre il 24 gennaio: le immagini

La struttura di Casate, chiusa il 17 novembre per motivi di sicurezza quando era stata rilevata una crepa nella trave portante, riaprirà alle società sportive lunedì 24 gennaio. La chiusura si era resa necessaria per una crepa rilevata nella trave portante, la fessura è stata sistemata con l’utilizzo di resine speciali. A fine lavori sono state effettuate le prove di carico sia sulla trave lignea oggetto dell’intervento, sia sulle due adiacenti, e le prove hanno dato esito positivo. Csu, che gestisce la struttura per conto del Comune di Como, ha provveduto a rifare lo strato bianco, stendere le nuove linee di carta per l’hockey e lavorerà fino a domenica sera per ultimare la preparazione del ghiaccio. A partire da lunedì 24 gennaio i 700 atleti delle società sportive di hockey e pattinaggio potranno tornare ad allenarsi in tutta sicurezza.

“Ce l’abbiamo fatta – commenta l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Como, Pierangelo Gervasoni – Non nego sia stata una corsa, tra giunte straordinarie per autorizzare i lavori, una decina di riunioni, sopralluoghi. Lasciatemi ringraziare tutti quelli che hanno lavorato per raggiungere questo piccolo-grande obiettivo. Direttore e presidente di Csu, sindaco, colleghi di giunta, il progettista, l’impresa, e tutti i miei uffici, già sotto pressione per chiudere i progetti di fine anno e ora altrettanto impegnati, anche durante il weekend, per avviare i progetti del Pnrr. Non possiamo fermarci un minuto, spero che impegno e lavoro vengano percepiti anche all’esterno. Sono convito che le continue e sterili polemiche non giovino a nessuno in questi casi. Oggi possiamo dire di aver rispettato un cronoprogramma difficile su un’opera vitale per lo sport a Como, mentre siamo già all’opera su tante altre questioni della città”.

“Ho partecipato alla cena di Natale delle giovanili dell’Hockey Como – interviene Paolo Annoni, assessore allo Sport del Comune di Como – C’erano atleti, dirigenti, allenatori e qualche genitore. Che bella gente. Questo traguardo della riapertura del palaghiaccio è stato raggiunto anche per loro, come per le tante pattinatrici e i pattinatori, ma anche la chiusura per motivi di sicurezza, se lo ricordino tutti, era avvenuta non per un capriccio, ma soltanto per la loro sicurezza. Questo perché dentro la Csu e dentro il Comune di Como, dagli uffici, all’amministrazione, ci sono prima di tutto persone, tanti mamme, papà, qualche nonno, che hanno a cuore i cittadini e la cosa pubblica. Gente che ha lavorato anche sotto le feste per riaprire a 700 atleti lo stadio del ghiaccio. E’ ora che i 700 si allaccino subito i pattini, mentre in Comune e in Csu resta chi deve programmare il futuro di Casate. E so che l’amico assessore Gervasoni, con il sindaco e gli uffici sono già al lavoro anche per questo. A tutti loro va il mio grazie di cuore”.

“Finalmente lunedì siamo in grado di riaprire lo stadio del ghiaccio di Casate, restituendolo nella disponibilità del pubblico e degli atleti che in questi due mesi non hanno potuto utilizzarlo – afferma Renato Acquistapace, presidente di Csu – La decisione di chiudere la struttura è stata per noi una scelta dolorosa ma necessaria. La sicurezza di tutti deve sempre essere posta al di sopra di ogni altra esigenza. E’ stata una corsa contro il tempo e voglio ringraziare tutti i soggetti che hanno collaborato attivamente in queste settimane: la struttura di Csu coordinata dal direttore generale Angelo Pozzoni, gli assessori Pierangelo Gervasoni e Paolo Annoni e tutti i tecnici che a vario titolo hanno collaborato all’opera”.

 

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Un commento

  1. Bene. Ora, cari Assessori, Direttore, Presidente di Csu e dirigenti vari riaprite l’impianto anche al PUBBLICO. Perché di IMPIANTO PUBBLICO si tratta, pagato con i soldi dei contribuenti comaschi. Gli altri impianti lombardi, anche privati, sono già fruibili dal pubblico pur con diverse modalità causa COVID. Oppure bisogna per forza tesserarsi per una società sportiva per mettere piede sul ghiaccio? Un ultimo sforzo, suvvia.

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