Il deputato comasco della Lega, Eugenio Zoffili, sta guidando a Budapest la delegazione dei 9 parlamentari italiani dell’Assemblea OSCE, che sta partecipando questo fine settimana alla missione di osservazione delle elezioni politiche in Ungheria.
“La nostra missione ha il compito di valutare la conformità delle operazioni elettorali agli standard internazionali, oltre che alla legislazione nazionale ungherese – dice Zoffili – Con gli altri colleghi ho incontrato il nostro Ambasciatore d’Italia a Budapest, Giuseppe Scognamiglio, col quale ho avuto modo di confrontarmi, oltre che sulle elezioni, anche sulle eccellenti relazioni bilaterali tra Italia e Ungheria e sui proficui rapporti di intercambio economici e commerciali tra i due Paesi”.
Zoffili riveste l’incarico di vicepresidente dell’Assemblea parlamentare Osce presente per questo monitoraggio in Ungheria con 117 parlamentari di cui come detto 9 italiani, provenienti da 35 paesi.
L’Ungheria si prepara a un voto storico. Domenica 12 aprile saranno chiamati alle urne 8.114.688 cittadini magiari per un’elezione che potrebbe chiudere l’epoca di Viktor Orban (sedici anni al governo, 20 contando i 4 in cui fu premier dal 1998 al 2002, sostenuto apertamente dal presidente Usa Donald Trump, dagli italiani Matteo Salvini e Giorgia Meloni e – pur nel silenzio ufficiale – in modo attivo da Vladimir Putin) e aprire la strada all’opposizione guidata da Peter Magyar, fuoriuscito dal partito al potere Fidesz. Il sistema elettorale assegna 199 seggi: 106 nei collegi uninominali con sistema maggioritario, 93 attraverso liste nazionali e delle minoranze. La soglia di sbarramento è fissata al 5%.
I seggi saranno aperti dalle 6 alle 19. Poi inizierà la lunga notte dello spoglio, tra proiezioni e risultati ufficiali attesi nella notte. L’affluenza si preannuncia alta: nel 2022 si attestò intorno al 70%, questa volta il Paese sembra pronto a mobilitarsi con numeri ancora più elevati.