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Attualità

Cgil Cisl Uil: “Saliranno le tasse sui salari dei frontalieri, gli Stati rinnovino l’accordo sullo smartworking”

Mancano ormai pochi giorni al primo febbraio, data in cui l’accordo amichevole sul lavoro a distanza per i frontalieri non avrà più effetti e la tensione cresce. I sindacati uniti tornano dunque a sollecitare un intervento. “Cgil Cisl Uil esprimono forte preoccupazione per la disdetta dell’accordo amichevole sul lavoro a distanza dei lavoratori frontalieri a far data dal 1° febbraio 2023. Quota parte degli 89.742 lavoratori frontalieri italiani (terzo trimestre 2022), che quotidianamente si recano a lavorare nella vicina Svizzera nei Cantoni di confine non potranno più disporre di una modalità che, nata nella fase più acuta della crisi pandemica, ha ridefinito stabilmente l’organizzazione del tempo di lavoro e di vita di molte imprese e molti lavoratori”, scrivono per la Cgil Giuseppe Augurusa, per la Cisl Luca Caretti e Pancrazio Raimondo della Uil.

Le conseguenze di questo provvedimento, oltre ad avere “immediati effetti diretti sull’organizzazione, determinerà che l’imposizione fiscale nel paese di residenza faccia venir meno lo status di frontaliere secondo le normative vigenti, con il conseguente incremento della tassazione sul salario, nonché produrrà un disallineamento con la normativa sugli oneri sociali per lavoratori ed imprese. In tale contesto infatti, l’Unione Europea ha, al contrario, prorogato fino al 30 giugno 2023 l’applicazione flessibile delle regole europee sulla legislazione applicabile in materia di assicurazioni sociali per i lavoratori frontalieri in telelavoro rispetto al superamento della soglia del 25% del tempo di lavoro effettuato a distanza”.

Motivo per cui arriva il nuovo appello dei sindacati. “Riteniamo sia urgente che i Governi aprano una celere discussione che permetta intervenire in maniera strutturale sul tema del lavoro a distanza garantendo una regolamentazione strutturale e, nel contingente, garantendo perlomeno una nuova proroga allineata alle disposizioni contributive”.

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