A poche ore dalla serie di affermazioni in diretta tv del sindaco Alessandro Rapinese sulla vicenda dei ciliegi – di fatto ormai salvati dalla Soprintendenza anche se in attesa dell’udienza definitiva al Tar fissata per il prossimo giugno – la portavoce del Comitato di cittadini che da novembre difende gli alberi storici di via XX Settembre ha video-replicato a tono a quanto sostenuto dal primo cittadino (le trovate qui).
“La Soprintentenza non ha magicamente cambiato parere la notte prima dell’udienza del Tar – ha ribattutto Giorgia Merlini – La Pec è arrivata il 4 febbraio nel pomeriggio ed è il risultato del tavolo tecnico tenuto il 19 gennaio e il 2 febbraio in Regione Lombardia, a cui lei non si è degnato di partecipare. Anzi, è arrivato quasi a schernire la cosa. Partecipando, avrebbe potuto contribuire ed essere messo a parte delle varie considerazioni”.
La protavoce del Comitato poi ha rimarcato che “lei non poteva non sapere dell’affezione e del valore identitario del viale; da quando abbiamo visto i cartelli di divieto di sosta abbiamo fatto sit in alle 5 del mattino, una petizione online con 6mila firme, un’altra fisica con 750 firme depositata in Comune e siamo persino venuti in riunione convocati da lei. Cos’altro le sarebbe servito per riconoscere una cosa talmente forte e profonda da essere riconosciuta anche dalla Soprintendenza?”.
“E non si permetta di insinuare qualche ingerenza politica – ha proseguito Giorgia Merlini – Noi siamo un comitato di semplici cittadini e le vostre beghe di partito non ci interessano. L’unica cosa che ci interessa è che i ciliegi restino dove sono con un’adeguata manutenzione e che il nostro viale veda ripristinata la sua bellezza”.
Infine, un riferimento alla frase di Rapinese con cui è stata ipotizzata l’eliminazione dei posteggi su via XX Settembre per evitare danni agli alberi: “E’ inutile che minacci di togliere i parcheggi sulla via. La Soprintendenza non ha assolutamente richiesto questo. Un conto è impedire che le auto vadano addosso alle piante parcheggiando sulle aiuole, un altro è parlare di togliere tutti i parcheggi sulla via. Siccome lei dovrà andare a presentare un nuovo progetto alla Soprintendenza, se tale progetto prevederà la rimozione dei parcheggi sarà una scelta unicamente sua”.
“E vogliamo parlare della risposta alla nostra petizione di 2 mesi fa arrivata solo ieri, anche lì con una sorta di velata minaccia come a ricordarci che la partita ancora aperta perché il Tar deciderà il 19 giugno? – ha concluso la portavoce dei cittadini – Piuttosto che cambiare direzione e venire a più miti consigli, lei sceglie ancora una volta la via dura, quella del non ascolto. Questo conferma che lei si sente il re di Como e non il sindaco di tutti i cittadini”.