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Como, addio alla Scuola Montessori: futuro incerto per oltre 200 bambini. Chi è il nuovo aggiudicatario da 172mila euro

Il contestatissimo piano scuole è stato approvato nonostante l’assordante manifestazione dei fischietti, le polemiche e le proteste delle settimane scorse.

E mentre la riorganizzazione degli istituti è diventata ufficiale, c’è un’altra storia (e diversa) che suscita timori. E ha per oggetto sempre una scuola. In questo caso parliamo della Montessori di via Bignanico che entro breve potrebbe definitivamente passare di mano lasciando nella totale incertezza gli oltre 200 bambini che la frequentano.

Andando con ordine, va detto che lo scorso 8 settembre sono state aperte in Comune le buste relative alla concessione (era stata indetta una gara ad evidenza pubblica) di immobili a destinazione scolastica in via Bignanico 4, appunto sede da decenni della Montessori.

E il risultato è stato chiaro: l’aggiudicazione dell’immobile – in attesa delle verifiche di legge e dell’effettivo possesso dei requisiti necessari alla partecipazione al bando –  è andata a Iexs Foundation Ets di Reggio Emilia, realtà educativa che gestisce la International Experiential School, per un canone annuo di 172.500 euro contro i 170.500 offerti dalla Scuola Montessori (la base d’asta era di 170mila)

Una conclusione che arriva al termine di un lungo iter. Le delibere di giunta che diedero il via libera all’operazione sono del mese di agosto del 2023 e poi del dicembre del 2024 con, infine, la determina dirigenziale del 28 febbraio 2025.

La Scuola Montessori aveva avanzato la proposta di partenariato pubblico per mantenere la realtà attuale ma era stata rifiutata dal Comune il 20 agosto del 2026 perché “non sussistevano i presupposti per l’interesse pubblico di partenariato”.

E così ora la decisione definitiva che apre scenari preoccupanti. Solo pochi giorni fa si è intanto riunito il Cda della scuola Montessori. “Siamo ovviamente preoccupati per il futuro – fanno sapere dal Cda – Siamo in contatto con il Comune per capire come potrà evolvere la situazione. Da parte nostra c’è solo la volontà di far capire l’importanza anche sociale del nostro lavoro in una zona dove esistiamo da decenni. E soprattutto siamo in ansia per gli otre 200 bimbi che qui vengono regolarmente”.

Il verbale

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