E’ stata bocciata dalla maggioranza, ieri sera in consiglio comunale, la mozione sulla mobilità a Como presentata da Azione e Svolta Civica.
La mozione, a prima firma di Barbara Minghetti e sottoscritta anche dai Consiglieri Vittorio Nessi e Luca Vozella intendeva impegnare la giunta a finanziare uno studio tecnico-scientifico aggiornato sulla viabilità per rivedere il PUT; potenziare in modo significativo il trasporto pubblico locale, anche tramite l’istituzione di una nuova linea circolare urbana di collegamento tra parcheggi, stazioni e convalle; introdurre misure che rendano i bus realmente competitivi rispetto all’auto privata, come corsie preferenziali e priorità semaforica; valutare la riorganizzazione dei capolinea dei bus interurbani e turistici presso la stazione di Como San Giovanni; considerare la razionalizzazione dei tempi di chiusura dei passaggi a livello più critici.
“La Città di Como – dichiara oggi Carlo Bordoni Responsabile Organizzazione di Azione Como – ha bisogno di una svolta sul tema della mobilità e del trasporto. Al contrario di quanto sostiene il Sindaco il Comune di Como deve e può fare di più, noi ci siamo però è chiaro che con queste bocciature la maggioranza dimostra ancora una volta di essere chiusa e non aperta al confronto in un contesto dove certamente non sta dando risultati”.
In aula, la mozione è stata illustrata da Barbara Minghetti (Svolta Civica): “Dopo tre anni di silenzio sulla mobilità, la nostra mozione riporta il tema al centro del Consiglio Comunale. È tempo di affrontare le criticità che soffocano Como: in assenza di una strategia organica, la qualità degli spostamenti e il benessere dei cittadini continueranno a peggiorare. Per questo continueremo a sollecitare il Consiglio Comunale su questo importante tema”.
Conclude Lorenzo Pedretti, Segretario Provinciale di Azione Como: “Il Sindaco rivendica quanto fatto finora, ma Como ha bisogno di guardare avanti, non di accontentarsi. La mobilità è la chiave per il futuro della città: meno traffico, più qualità della vita, più attrattività per residenti, studenti e imprese. Oggi il trasporto pubblico non è competitivo, la gestione dei parcheggi è frammentata e la circolare urbana è un’occasione sprecata: non è realmente circolare e non offre una frequenza adeguata per cambiare le abitudini dei cittadini. Noi immaginiamo una Como dove muoversi è semplice, veloce e sostenibile, con un sistema integrato tra bus, parcheggi, stazioni e mobilità dolce”.
Da parte sua, il sindaco Alessandro Rapinese in consiglio ha motivato la contrarietà al documento spiegando che “i temi sono già stati avviati dall’amministrazione con un processo partito molto tempo fa. Inoltre – ha aggiunto il primo cittadino – finalmente ci siamo per la nuova Ztl. Siamo prossimi all’affidamento dell’incarico per gli aggiornamento del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) e del Piano urbano del traffico (Put), prodromici proprio per realizzare la nuova Zona a traffico limitato che risolverà molti problemi”.
Ricordati dal primo cittadino anche la vittoria del bando regionale per togliere il capolinea dei bus da piazza Matteotti, a Sant’Agostino, e rivedere complessivamente l’organizzazione del Tpl alla stazione San Giovanni (erogazione dei circa 950mila euro, però, al momento bloccata da un ricorso del comune di Lecco contro Regione Lombardia, in contestazione proprio della graduatoria finale per l’assegnazione dei fondi; Lecco, infatti, ha impugnato di fronte al Tar il decreto con cui il Pirellone lo scorso 28 novembre ha modificato l’assegnazione delle risorse effettuata a giugno e ha suddiviso i 14.500.000 euro destinati a quella città tra i programmi presentati da Como, Monza e Varese), la serie di modifiche recenti in tema di sosta sia per i residenti sia con l’introduzione della famose tariffe vulcano e l’assegnazione a Palazzo Cernezzi, in collaborazione con l’Università di Pavia, anche di 2.287.500 euro per il progetto “Free-Way- Gestione e coordinamento delle attività sulle strade di proprietà di Comuni e Province”.