Come raccontavamo ieri, il Circolo Arci Xandù di via Varesina è stato chiuso dal Comune per mancanza del certificato antincendio come accertato dai Vigili del Fuoco, si tratta, è bene specificarlo, di atti d’ufficio una volta attestata la mancanza del documento; è pure vero che i locali dopo una lunga serie di lavori, interrotta dalla pandemia, sono a un passo dalla messa a norma. Poi stamane è arrivata una nota dei gestori: “Speriamo di sistemare entro fine anno o si rischia lo stop definitivo”.
Ora interviene con una nota la Cgil di Como con il suo segretario generale, Sandro Estelli:
La CGIL di Como esprime vicinanza al circolo Arci Xanadù, alle lavoratrici, ai lavoratori e ai volontari dello Spazio Gloria, dopo la sospensione delle attività per il mancato completamento degli adeguamenti antincendio
Il Gloria è un patrimonio culturale e sociale della città. Circoli e associazioni costruiscono relazioni, tengono insieme generazioni diverse e offrono un luogo di incontro a comunità che, altrimenti, non avrebbero altri spazi. Sono essenziali per il vivere comune.
La sicurezza di chi lavora e di chi frequenta questi luoghi è un punto fermo. Le regole valgono sempre e per tutti: non possiamo fare nostro il ragionamento espresso da Tajani secondo cui il diritto è importante «ma fino a un certo punto».
Il rispetto delle norme deve però accompagnarsi a un sostegno concreto delle istituzioni, anche economico, per affrontare gli adeguamenti e garantire la continuità delle attività. Per cultura e associazionismo servono risorse pubbliche stabili, evitando tagli che ne indeboliscano la presenza nei territori.
“Troppo spesso questa amministrazione chiede al terzo settore di coprire gli spazi dai quali il Comune arretra, senza garantire un riconoscimento e un sostegno adeguati – dichiara Sandro Estelli, segretario generale della CGIL di Como –. Non si possono chiamare le associazioni a sopperire alle carenze dell’amministrazione e poi lasciarle sole nelle difficoltà. Chiediamo al Comune di aprire un confronto e sostenere concretamente il percorso di riapertura in sicurezza del Gloria, salvaguardando il lavoro. Prendersi cura di questi luoghi significa prendersi cura della comunità”.
