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Como e gli impianti sportivi ai privati: “I numeri danno ragione a Rapinese. Ma i 190mila euro per i licenziamenti?”

Sulla messa a gara degli impianti sportivi ora gestiti da Como Servizi Urbani interviene anche il Partito Liberaldemocratico guidato in provincia di Como da Peppino Titone e che vede tra le sue fila anche la candidata sindaco di Civitas nel 2022, nonché ex segretaria provinciale della Cisl, Adria Bartolich.

Di seguito la nota diffusa oggi, mercoledì 25 febbraio.

Riguardo alla decisione della Giunta Rapinese di dismettere il ramo d’azienda di CSU S.r.l. relativo alla gestione degli impianti sportivi, il Partito Liberaldemocratico di Como intende fare chiarezza, riportando il dibattito sui binari dell’analisi tecnica e del buon senso amministrativo.

I numeri non mentono: una gestione strutturalmente in perdita

La nostra posizione muove da dati di bilancio inequivocabili. La gestione in-house di CSU è oggi un peso ingiustificabile per le casse pubbliche:

  • Perdite operative: Il conto economico di CSU evidenzia un disavanzo specifico di diverse centinaia di migliaia di euro ogni anni (circa 470.00 euro nel 2024).
  • Trasferimenti occulti: A questi si aggiungono tra i 500 e i 600 mila euro che il Comune versa annualmente come “corrispettivo” per pareggiare i conti, oltre a 1,2 milioni di euro in conto capitale stanziati nel triennio 2023-2025 per manutenzioni straordinarie.

“La scelta di trasferire al mercato servizi che per la partecipata rappresentano entrate marginali a fronte di perdite strutturali è coerente con la nostra visione – dichiara il segretario dei Liberaldemocratici di Como Peppino Titone – E ci chiediamo anzi per quale motivo la giunta Rapinese non si sia mossa in tal senso ad inizio mandato. Il pubblico deve fare, e bene, solo ciò che il privato non può fare. Difendere lo status quo significa accettare che le tasse dei comaschi servano a coprire inefficienze gestionali.”

Privatizzare sì, ma con metodo: le tre incognite del bando

Se la privatizzazione è la risposta corretta, il Partito Liberaldemocratico pone tuttavia tre condizioni essenziali affinché l’operazione non si traduca in un danno per la cittadinanza in vista del bando di giugno:

  1. Tariffe e Qualità: quali garanzie vincolanti richiederà il Comune ai privati? Non vorremmo che l’uscita del pubblico coincida con un calo della qualità o con rincari indiscriminati per le famiglie e le società sportive.
  2. Investimenti: qual è il piano d’azione per i prossimi anni? È necessario sapere quali interventi strutturali resteranno in capo al Comune e quali saranno richiesti dall’aggiudicatario.
  3. Tutela del Lavoro e Nube Licenziamenti: sebbene si parli di una “clausola sociale” nel bando per l’assorbimento del personale, la Nota Integrativa al bilancio CSU 2024 fa pensare il contrario: essendo previsto di accantonare 190.000 euro per procedure di licenziamento collettivo (ex Legge 223/1991).

Conclusioni

“Sosteniamo la direzione intrapresa dalla Giunta perché sposa un principio di efficienza liberale ma trasparenza e chiarezza sono dovute. I cittadini devono sapere se il risparmio per l’ente pubblico si tradurrà in un reale miglioramento del servizio”.

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