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Como e i bagni pubblici di via Vittorio Emanuele: 200mila euro per automatizzarli

I bagni pubblici del centralissimo parco giochi situato in via Vittorio Emanuele fanno acqua da tutte le parti. Nel senso letterale del termine. Oltre a perdite strutturali, sempre più spesso vinee segnalate sporcizia, accumuli di rifiuti, cattivi odori persistenti e un servizio igienico completamente fuori uso.

Già in passato questo angolo di Como mostrava segni di degrado. ora, complice anche il numero sempre più inteso di turisti, mostra tutti i suoi punti deboli.

L’area verde in questione è uno spazio abitualmente frequentato dalle famiglie con bambini, in particolare in questo periodo dell’anno caratterizzato da giornate più lunghe e calde, in cui la folla di visitatori sul territorio è ormai una costante.

Problema ben nota all’amministrazione comunale. A spiegare le mosse future il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, intervenuto direttamente a Etg+Sndaco su Etv.

“L’idea – ha precisato il primo cittadino in diretta televisiva – è di automatizzare questi servizi, seguendo il modello già applicato agli altri bagni della città. Si tratta di un sistema che ormai è a regime e funziona correttamente. I bagni pubblici di via Vittorio Emanuele, al momento, sono gli unici in cui dovremmo teoricamente lasciare una presenza fissa di personale, ma una gestione di questo tipo non è pensabile”.

Numeri da record e vincoli paesaggistici: un intervento da oltre 200mila euro

In città in questo periodo c’è una quantità di persone “che fa spavento, i numeri complessivi di Como sono impressionanti. Se sul fronte della raccolta dei rifiuti e della pulizia delle strade stiamo portando avanti un grande lavoro, il capitolo dei bagni pubblici rappresenta invece un tema decisamente più delicato, anche perché l’utenza di quei servizi è talvolta problematica“.

Il parco di via Vittorio Emanuele rientra in una porzione di territorio comunale tutelata dal punto di vista storico e paesaggistico, e questa vicinanza ai vincoli rappresenta una delle principali difficoltà operative. “Anche dal punto di vista economico l’impegno finanziario sarà notevole: il costo dell’operazione supererebbe i 200mila euro – ha concluso il sindaco Rapinese – ma si tratta di un servizio essenziale che abbiamo il dovere di dare alla cittadinanza”.

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