Non si placa lo scontro sul taglio dei ciliegi di via XX Settembre. Ormai le puntate di questo infinito racconto si moltiplicano. Queste sono le ultime in ordine di tempo:
- Como, sui grandi temi Rapinese sbotta in diretta Etv: “Lei sostiene che io sia un cretino?”. Cos’è successo
- Rapinese diffonde il video: “I ciliegi hanno rotto i co…..i”. E Gaddi: “Vuole la battaglia. E combattiamo”
E oggi riportiamo un altro intervento dello stesso sindaco Alessandro Rapinese che ha risposto sul profilo Facebook di ComoZero a una lettrice che chiedeva ancora una volta che non si tagliassero i ciliegi e le motivazioni alla base della decisione
Occasione per il sindaco di ripercorrere l’iter del provvedimento e criticare quanti si sono battuti in queste settimane – a partire dal consigliere regionale Sergio Gaddi – con ricorsi e proteste in strada.
ecco cosa ha detto il primo cittadino
Ho stanziato soldi per mappare alberi urbani e intervenire dove servisse. Gli uffici, non io, con l’agronomo individuato, non io, mappano la situazione e suggeriscono una serie di interventi (tipo via Aldo Moro).
In via XX Settembre gli agronomi, non io, individuano:
– 31 piante in condizioni pessime – mediocri
– 4 discrete (verranno “curate” e ripiantumate)
– 15 tondelli vuoti
e studiano, loro, non io, un progetto e lo suggeriscono alla giunta.
Mesi fa la giunta lo approva e lo pubblica all’albo pretorio affinché tutto il mondo ne fosse informato. Nel diritto amministrativo per ricorrere ad un provvedimento di giunta lo si deve fare entro 60 giorni dalla pubblicazione altrimenti si cristallizza. Una volta cristallizzato il provvedimento diventa inattaccabile. Entro i termini di legge nessuno dice niente. I lavori nel resto della città iniziano. E nessuno dice niente. Vengono messi i cartelli di divieto di sosta in via XX Settembre, et voilà, 4 Gaddi, oltre ogni tempo massimo, iniziano a protestare.
Il tempo per protestare al momento della posa dei cartelli era scaduto. Se qualcuno oggi iniziasse a protestare per le sostituzioni avvenute in via Aldo Moro? Per l’olmo di Villa Olmo, per un ponte già appaltato? Adesso capisce perché la legge fissa un termine di 60 giorni per ricorrere e poi basta? Per evitare situazioni paradossali a lavori già iniziati. O ci sono motivi seri e qualificati dalla legge, che qui non ci sono, oppure chi tocca il contratto viola la legge.
