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Como e lo scontro istituzionale sul Faro: “Il ricorso al Tar è l’ultima arma del sindaco per sostenere la propria smania di comando”

I ricorsi al Tar si succedono e lo scontro politico si fa sempre più aspro. E così, dopo l’annuncio del sindaco Rapinese di ricorrere al tribunale amministrativo regionale sul tema della gestione del faro di Brunate (qui le puntate precedenti), la politica interviene e lo fa con toni netti.

A condannare duramente l’atteggiamento del primo cittadino è il capogruppo di Svolta Civica Vittorio Nessi che inizia sottolineando come “i fronti di litigio di Rapinese ormai non si contano più”.

La contesa sul Faro Voltiano – va ricordato – non è più soltanto una lite di vicinato tra il Comune di Como, proprietario della struttura, e quello di Brunate, titolare del terreno su cui sorge il monumento. La vicenda si è trasformata in uno scontro istituzionale senza precedenti che rischia di compromettere anche le imminenti celebrazioni voltiane.

Con il Bicentenario della morte di Alessandro Volta alle porte, la prospettiva che il monumento — che nel 2027 taglierà il traguardo del secolo di vita — possa essere restaurato e riaperto al pubblico appare oggi quanto mai remota.

La disputa, ormai priva di margini di mediazione, si sta spostando ufficialmente nelle aule di giustizia amministrativa. Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha deciso di impugnare davanti al TAR l’atto con cui l’amministrazione di Brunate ha decretato la decadenza della concessione gratuita del terreno (che scadrebbe nel 2033) a titolo gratuito del terreno sui cui insiste il monumento in quanto – secondo il sindaco – è legata a quella per la gestione scaduta nel 2020 e non rinnovata nonostante le richieste, dal 2023, del sindaco Simone Rizzi.

Lo scontro ha raggiunto infine l’apice politico con il secco rifiuto del sindaco Rapinese di partecipare al tavolo di mediazione istituzionale. Il primo cittadino di Como ha annunciato, con toni estremamente duri, che diserterà la convocazione in Regione Lombardia prevista per il prossimo primo aprile.

In tale contesto si inserisce l’affondo di Vittorio Nessi: “I fronti di litigio di Rapinese ormai non si contano più. Ora, dopo la Soprintendenza per la vicenda  dei ciliegi, tocca al Comune di Brunate per la questione del Faro voltiano (che, nel frattempo resta chiuso). Il Tar è la sua ultima “arma” per sostenere la propria smania di comando. Peccato che i ricorsi da lui intentati li paghino i cittadini comaschi. E parliamo di migliaia di Euro ogni volta”.

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