Ultimo aggiornamento prima della ripresa delle operazioni di voto domani alle 7. Il dato dell’affluenza alle ore 23 faceva segnare per la provincia di Como il 49,44%. A Como alle 23 la percentuale è del 49,64%.
Ecco nel dettaglio l’affluenza in tutti i comuni della provincia.
Il secondo aggiornamento sui dati relativi all’affluenza – previsto alle ore 19 – indica come in provincia di Como si registri una percentuale del 43,12%. Scendendo nello specifico, in città si è quota 42,80% mentre in centri come Cantù ci si attesta sul 41,81%.
Ecco nel dettaglio l’affluenza in tutti i comuni della provincia.
In aggiornamento
Come di consueto alle ore 12 arriva il primo dato parziale sull’affluenza alle urne: a Como città si è arrivati al 17,60%. In altri centri come Cantù si è a quota 15,29% mentre a Erba a 17,85%. Comune con la maggior partecipazione è, al momento, Moltrasio con la percentuale al 23,10. In provincia di Como si asseta su un 16,68%.
In aggiornamento
Cittadini chiamati alle urne per il destino della magistratura italiana. Domenica 22 marzo (dalle ore 7:00 alle 23:00) e lunedì 23 marzo 2026 (dalle ore 7:00 alle 15:00), anche a Como e provincia gli elettori sono convocati per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
Trattandosi di un referendum costituzionale ex art. 138, non è previsto alcun quorum: il risultato sarà pienamente valido indipendentemente dalla percentuale di affluenza alle urne.
Il Quesito referendario: cosa c’è scritto sulla scheda
In concreto, barrando il simbolo “Sì” l’elettore approva la riforma; barrando il “No” la respinge. Il quesito ufficiale sottoposto ai cittadini è il seguente:
“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?’”.

I punti chiave della riforma: la separazione delle carriere
Il pilastro centrale della nuova legge è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri (PM). Attualmente, le due figure appartengono al medesimo ordine e condividono lo stesso organo di autogoverno. La riforma mira a distinguere nettamente i percorsi professionali, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’imparzialità del giudizio distinguendo chi accusa (PM) da chi giudica (Giudice) nei processi.
La nascita di due CSM e il sistema del sorteggio
La revisione costituzionale prevede lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura: nasceranno due CSM distinti, uno dedicato ai magistrati giudicanti e uno ai magistrati requirenti. Questi organi gestiranno separatamente nomine, carriere e trasferimenti.
Un’altra novità sostanziale riguarda le modalità di selezione: per una parte dei componenti dei due Consigli verrebbe introdotto il sorteggio in sostituzione dell’elezione, una misura pensata per limitare l’influenza delle correnti interne alla magistratura.
L’Alta Corte disciplinare
Viene rivoluzionato anche il sistema delle sanzioni. La riforma introduce l’Alta Corte disciplinare, un organo autonomo e specifico incaricato di giudicare le eventuali responsabilità professionali dei magistrati. Attualmente, tale funzione disciplinare è esercitata internamente dal Consiglio Superiore della Magistratura.
Guida al seggio: come e dove votare
Per esprimere il proprio voto è necessario tracciare un segno sul “Sì” o sul “No” utilizzando esclusivamente la matita copiativa consegnata al seggio. La scheda deve essere ripiegata correttamente prima dell’inserimento nell’urna.
Documenti necessari:
Per poter votare, l’elettore deve presentarsi con:
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Un documento di identità in corso di validità.
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La tessera elettorale che presenti almeno uno spazio libero per il timbro.
Tessera elettorale smarrita o esaurita? In caso di necessità, è possibile richiedere il duplicato o il rinnovo presso gli uffici elettorali del proprio Comune di residenza, che osserveranno orari di apertura straordinari per tutta la durata delle operazioni di voto.