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Como e Lombardia: “Colonie feline, il monitoraggio è un fallimento scaricato sui volontari”

Il monitoraggio delle colonie feline in Lombardia procede a ritmi che, secondo quanto denunciato dal Movimento 5 Stelle, non consentirebbero di avere un quadro aggiornato del fenomeno del randagismo felino. A sollevare la questione è la consigliera regionale M5S Paola Pizzighini, che ha interrogato la Giunta regionale sui dati relativi al censimento delle colonie, sulle sterilizzazioni e sulle risorse destinate alla gestione dei gatti in libertà.

Secondo i dati citati dalla consigliera, nell’ultimo anno in provincia di Monza e Brianza e in provincia di Lecco è stato censito meno dell’1% delle colonie feline, mentre nelle province di Como e Pavia la percentuale supera di poco l’1%. Numeri che, sostiene Pizzighini, evidenzierebbero una difficoltà nel disporre di dati aggiornati e quindi nel programmare gli interventi.

Nel mirino finisce in particolare l’anagrafe delle colonie feline e la capacità della Regione di stimare il fabbisogno di sterilizzazioni e di distinguere le risorse destinate specificamente al randagismo felino da quelle rivolte al randagismo canino e alla gestione dei canili.

Paola Pizzighini, consigliera regionale M5S Lombardia: “La Giunta, rispondendo a una mia interrogazione, ha certificato il fallimento del monitoraggio sul randagismo felino, di fatto scaricato sui volontari. Mancano i dati minimi per una gestione seria del fenomeno. L’anagrafe delle colonie feline è aggiornata con una lentezza inaccettabile: nell’ultimo anno in provincia di Monza e Brianza e in provincia di Lecco è stato censito meno dell’1% delle colonie, poco più dell’1% nelle province di Como e Pavia. Con questi ritmi serviranno oltre cento anni per completare il censimento. Il randagismo felino ha ricadute sul benessere animale, sulle cure veterinarie, sul degrado urbano e sulla qualità della vita dei residenti. Ho chiesto alla Giunta il fabbisogno annuo di sterilizzazioni e mi è stato risposto che “non è quantificabile”: se Regione non aggiorna l’anagrafe, non può pianificare in modo efficace gli interventi. Sugli investimenti, poi, i dati sono confusi: la spesa per i gatti è mescolata a quella per il randagismo canino e per i canili. Non sappiamo quante risorse siano dedicate nello specifico, ma sappiamo dai volontari che le oasi feline sono troppo poche. Sono persone che si sentono abbandonate e che spesso pagano di tasca propria cure veterinarie e cibo. Questa situazione va superata: le Istituzioni devono sostenere i volontari, garantire l’assistenza veterinaria e aumentare le oasi feline. Come M5S continueremo a chiedere un cambio di passo e, in occasione del bilancio regionale, presenterò un emendamento in questa direzione”.

La questione riguarda anche il territorio comasco, dove il tema della gestione delle colonie feline viene posto in relazione sia alla tutela degli animali sia al ruolo dei Comuni e dei volontari. A intervenire è Silvia Alberici, Coordinatrice provinciale M5S di Como, che richiama in particolare le difficoltà segnalate da chi quotidianamente si occupa degli animali in libertà.

Silvia Alberici, Coordinatrice provinciale M5S di Como: “I dati di Regione Lombardia parlano chiaro: il randagismo felino è fuori controllo e incide pesantemente sulla vita dei cittadini di Como e provincia. Molti mi raccontano dell’indifferenza delle istituzioni e delle difficoltà, anche economiche, per salvare e curare i gatti in libertà. Le colonie feline, pur tutelate per legge, restano spesso realtà emarginate e insicure. I Comuni devono assumersi la responsabilità di gestirle tramite fondi dedicati, sostenendo davvero i referenti. Servono più risorse, nuove oasi feline e un piano strutturato di sterilizzazioni da parte di Regione Lombardia”.

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