Como e remigrazione, condanna dei Giovani Democratici: “Parola usata per normalizzare esclusione e discriminazione”
15/02/2026
16:11
Redazione
Ha scatenato polemiche il gazebo organizzato il 14 febbraio in piazza Cavour, da parte del movimento Remigrazione e riconquista.
Sdegno è stato espresso dai Giovani Democratici.
Questo il messaggio:
L’iniziativa – come è già intuibile dal nome dei promotori – intende raccogliere firme a sostegno della legge di inziativa popolare per la cosiddetta remigrazione dei migranti.
I Giovani Democratici di Como esprimono la più netta e indignata condanna per lo striscione apparso ieri in Piazza Cavour con la scritta “remigrazione”, esposto da un gruppo che promuove un’idea di società chiusa, divisiva e contraria ai principi costituzionali con evidente vicinanza al più buio e illiberale periodo della nostra storia.
La cosiddetta “remigrazione” non è uno slogan neutro, né accettabile per noi: è una parola d’ordine usata da movimenti che vogliono normalizzare l’esclusione, la discriminazione e la messa in discussione dei diritti fondamentali di persone che vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese. Portare questi messaggi nel cuore della nostra città significa provare a seminare paura e odio.
Como è una città di confine, di incontro e di scambio. La sua storia parla di convivenza, non di espulsioni. Chi tenta di importare parole d’odio estremiste offende questa storia e non rappresenta i valori della nostra Costituzione.
Accogliamo e rilanciamo con forza l’appello di numerose associazioni, forze politiche e cittadini che ieri si sono raccolti in un presidio “No a odio e razzismo” per ribadire che Como rifiuta l’intolleranza e la propaganda di stampo discriminatorio.
Segreteria GD Como
Come Giovani Democratici rivendichiamo un’idea di società inclusiva, in cui le differenze sono una ricchezza e le questioni complesse si affrontano con politiche serie, non con slogan provocatori e bestiali. Invitiamo tutte le forze politiche e sociali a prendere posizione con chiarezza contro messaggi che strizzano l’occhio all’intolleranza. Inoltre, proviamo sincero sdegno per l’uso che tali soggetti fanno del Tricolore. La nostra bandiera – di tutte e tutti – non sia mai legata a simili messaggi. La Bandiera rappresenta proprio l’unità di un magnifico Stato che “Dall’Alpi a Sicilia” è unito nonostante le enormi differenze. Questo sia lo spirito attorno al quale ci riuniamo tutti guardando al Tricolore; lo spirito della comprensione e della tensione all’unità e all’uguaglianza. Nessuno può sporcare il Tricolore con rigurgiti nostalgici.
Non resteremo in silenzio davanti a chi prova a spostare il dibattito pubblico verso la disumanizzazione. Como merita rispetto, non propaganda sulla pelle delle persone.