Una brutta caduta, una frattura, un’operazione chirurgica e tanti mesi di fisioterapia. Tutto conseguenza di una bruttissima casuTA lungo lo scivolo nautico a mezzaluna, omaggio all’antico porto realizzato nell’ambito del nuovo lungolago (paratie connesse) in piazza Cavour.
Un capitombolo che si è concluso con un piede a mollo in acqua e una spalla rotta. Da lì una corsa al Pronto soccorso dell’ospedale Valduce e poi l’intervento al Sant’Anna.

Uno spiacevole episodio, avvenuto lo scorso mese di luglio, che “ho voluto raccontare adesso perché nelle ultime settimane ho letto di altri casi di giovani e meno giovani finiti a gambe all’aria sempre in quello stesso punto che, a mio avviso, è decisamente pericoloso sia per la scivolosità che per la pendenza. Basta un attimo di disattenzione, come accaduto a me, per rischiare veramente tanto”.
A raccontare un calvario che ormai dura da 7 mesi è Marina Gioia residente a Como da pochi anni che oggi ha contattato la redazione. “Un vero dispiacere anche per questo brutto esordio. Ero in città da poco tempo quando proprio mentre facevo una passeggiata sul lago, a ridosso della scala – forse distratta dalle anatre che stavo guardando – sono scivolata, battendo in terra con forza. Per fortuna, si fa per dire, sono riuscita a fermarmi giusto a ridosso dell’acqua. Ma ormai il danno era fatto”.

E oggi, con la fisioterapia ancora ben lungi dall’essere conclusa, la signora Marina si pone – e rivolge al Comune – una semplice domanda: “Perché nessuno ha pensato di segnalare la pericolosità di quel punto? Perché non ci sono cartelli o altro? Lo dico perché se li dovesse scivolare un bambino potrebbe essere molto pericoloso. Si aspetta il fatto tragico prima di agire? Eppure non ci vorrebbe tanto”, è lo sfogo di Marina.
“Adesso andrò in Comune per fare una segnalazione ufficiale e per verificare se ci sia la possibilità di un risarcimento. Ho nove viti nella spalla e gli ultimi mesi non sono stati proprio belli. Presa dalle cure non ho pensato molto alla situazione ma dopo aver letto di numerose altre cadute sempre nello stesso punto, ci ho riflettuto. Ecco il motivo della mia denuncia. Magari si potrebbe avviare una raccolta firme (per segnalazioni analoghe: redazionecomozero@gmail.com). L’importante è che chi di dovere, intervenga per garantire la sicurezza in quel punto dove, peraltro, spesso ci sono le anatre, un sicuro richiamo per foto e selfie ad alto rischio caduta”.